Gioco
Nella chiesa degli alluvionati la messa dei carabinieri
Nella parrocchia di Nostra Signora di Lourdes è stata celebrata dal vescovo Giusti la “Virgo Fidelis” patrona dell’Arma
LIVORNO. I carabinieri hanno celebrato ieri nella chiesa di Nostra Signora di Lourdes la propria patrona, la Madonna “Virgo Fidelis”: la scelta della chiesa di Collinaia è stata voluta dall’Arma come segno di vicinanza ai cittadini fortemente colpiti dall’alluvione dello scorso anno. La messa è stata officiata dal vescovo Simone Giusti, alla presenza del prefetto Gianfranco Tomao, del comandante provinciale colonnello Alessandro Magro, del capo di Stato Maggiore della 2ª Brigata Mobile colonnello Luciano Vincelli. Alla funzione religiosa, animata dalla corale “don Fedele” di Montenero, hanno partecipato una folta rappresentanza di carabinieri in servizio e in congedo, nonché numerosi cittadini, oltre a Paola Coen Gialli, vedova del sottotenente Enzo Fregosi, ucciso dall’attentato a Nassiriya, e Paola Ciardi, figlia del capitano-eroe della Resistenza.
A conclusione della messa, il col. Magro ha ricordato il 77° anniversario del sacrificio di un intero battaglione di carabinieri per difendere il caposaldo di Culqualber. Per quel fatto alla bandiera dell’Arma è stata conferita la seconda medaglia d’oro al valor militare.
Da parte del comandante provinciale è stato messo l’accento anche sulla “Giornata dell’Orfano” celebrata in concomitanza della Virgo Fidelis: è un concreto momento di vicinanza alle famiglie dei carabinieri scomparsi. Magro ha ricordato che, al termine della seconda guerra mondiale, si contavano nel nostro Paese 5mila orfani di carabinieri, «spesso la guerra aveva portato via loro entrambi i genitori ed era necessario, quindi, sostituirsi in tutto e per tutto a quei genitori che avevano dato la vita per la Patria e per l’Arma».
Cosa fare per aiutarli? Invece di un sussidio (sarebbe bastato per poco tempo), venne lanciato un appello a tutti i carabinieri in servizio ed in quiescenza, affinché contribuissero alla costituzione dell’ “Opera per gli Orfani”. Fu così che si riuscì ad acquistare alcune strutture da adibire a collegi affidati inizialmente alle cure dei padri Salesiani di san Giovanni Bosco e delle suore Salesiane. Una di queste strutture era qui vicino, al Calambrone di Pisa. —
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