Gioco
Duello Grimaldi-Onorato, così Salvini irrompe sul fronte del porto di Livorno
All’assemblea dell’associazione Alis sboccia il feeling con il vicepremier leghista nella guerra fra i due big che ha a Livorno il principale campo di battaglia
LIVORNO. Poco importa che sia ministro dell’interno anziché delle infrastrutture: è stato lui, il vicepremier Matteo Salvini, il mattatore all’assemblea nazionale di Alis, l’ "Associazione Logistica dell’Intermodalità sostenibile" guidata da Guido Grimaldi che ha scombussolato gli assetti tradizionali della rappresentanza dell’imprenditoria marittimo-portuale. Ora questo feeling irrompe sul "fronte del porto" di Livorno: e non è perché a questa nuova sigla associativa hanno aderito sia vari imprenditori labronici del settore che l’interporto di Guasticce.
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È un altro round dell’eterno scontro Grimaldi-Onorato: uno scontro che ha come campo di battaglia anche - anzi forse soprattutto - il porto di Livorno.Difficile credere che sia un caso se al conclave di Roma la delegazione di politici era rappresentata solo dalla Lega "di governo" (col viceministro salvinissimo Rixi e i sottosegretari Gava e Durigon). Risultato: l’Alis ha avuto la consacrazione come interlocutore privilegiato del governo pentaleghista. Mica male per una realtà che fino a meno di tre anni fa neanche esisteva.
Del resto, Onorato ha cercato sostegno nell’alleanza con il colosso ginevrino-sorrentino di Gianluigi Aponte, Msc, la seconda flotta al mondo sul fronte container, anche se le parti ce la mettono tutta per dire che è solo un accordo commerciale (ma insieme hanno pure conquistato la privatizzazione del porto passeggeri di Livorno). Grimaldi ha puntato a rafforzarsi diventando invece il riferimento di un network ad amplissimo raggio.
Fin qui la rappresentanza delle categorie dell’economia marittimo-portuale era segmentata fra i diversi spezzoni della catena logistica, spesso l’un contro l’altro armati in scontri senza fine. Nel nome di una intermodalità che renda più sostenibili i costi del trasporto - compresi quelli esterni, cioè l’impatto su ambiente e vivibilità dei territori - ecco che soprattutto la galassia dell’autotrasporto ma anche l’imprenditoria di terminal, spedizioni e navi è stata chiamata a saldarsi mettendo insieme anche altri pezzi di quest’universo che ruota attorno all’industria delle merci via mare: ad esempio, numerose Authority portuali e vari interporti, qualche università, centri di ricerca e istituti di formazione tecnica.
È un pacchetto di mischia per il quale Grimaldi fa parlare i numeri dalla tribuna di uno dei poli multifunzionali più grandi al mondo, il Parco della Musica: 1.350 imprese sotto l’ombrello di Alis con 150mila addetti, 105mila mezzi, 140mila collegamenti marittimi ogni anno e 120 linee di "autostrade del mare" (che equivalgono a cancellare, in un anno, l’impatto di un milione e mezzo di camion e cioè 1,2 milioni di tonnellate di emissioni di anidride carbonica). Dalle nostre autostrade (e dalla nostra atmosfera) è stato cancellato un simile impatto ecologico senza sguainare la scimitarra di divieti e diktat ma, al contrario, creando una rete di convenienze che incentivassero le imprese a spingere in direzione dell’intermodalità. È il risultato di una strategia che ha visto le imprese stesse fare sistema anche là dove le logiche del tornaconto immediato (e uno sguardo solo un po’ più miope) avrebbero potuto sterzata in direzione opposta, magari arrangiandosi a remare controcorrente per restare perlomeno a galla come aziende.
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Alis è nata un paio di anni fa da una idea della famiglia armatoriale Grimaldi: il padre Emanuele era al timone della tradizionale organizzazione confindustriale degli armatori (Confitarma), il figlio Guido ha aperto il nuovo fronte con Alis che disarticola la consueta rappresentanza dell’autotrasporto. E l’ha fatto mentre il "nemico" giurato di sempre, Vincenzo Onorato, proprio sulla rappresentanza delle imprese è andato alla carica guidando gli "scissionisti" che ha raggruppato poi sotto le bandiere di Confcommercio.
L’ultima novità è che Alis ha gemmato una confederazione di realtà più o meno "sorelle" o quantomeno "cugine" . Risultato: attraverso questa metodologia di aggregazione si arriva a costruire una "costellazione" di 16 associazioni consimili che, stando a quanto riferito da Grimaldi junior, "valgono" 180mila imprese che danno lavoro a tre milioni e mezzo di persone con un fatturato di 17 miliardi di euro.Non stupirà dunque che, per quanto possa gratificare con una ovazione Salvini che per la prossima euro-legislatura chiede a Bruxelles non un commissario "filosofo" (Mogherini) bensì un ruolo di peso nell’economia, Alis per bocca di Grimaldi squaderni numeri che la fanno diventare interlocutore diretto dell’Europa: il faccia a faccia con la commissaria Violeta Bulc che si occupa di trasporti.
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