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Aamps, torna la bufera «Alt alla privatizzazione della raccolta in centro»
Golino e Michel: si beffano i precari con la firma anticipata Dribblato il decreto dignità, nel limbo per 12 mesi in più
LIVORNO. Tornano i venti di guerra all’Aamps: i sindacati Cgil e Fiadel hanno proclamato lo stato di agitazione. «Basta inganni, si parla di pubblico ma subiamo la progressiva privatizzazione dei servizi: si approva il decreto dignità ma si beffano i precari», dicono a una sola voce Giovanni Golino (Cgil Fp) e Euro Michel (Fiadel Livorno). Lo fanno mettendo nel mirino quel che a loro giudizio non va: 1) privatizzazioni di parti fondamentali del servizio; 2) rifiuto di stabilizzare i precari; 3) inadempienze contrattuali; 4) mancata manutenzione degli impianti; 5) nessun rispetto delle relazioni sindacali.
Le due sigle promotrici della protesta parlano di «scelta dolorosa ma necessaria»: ripetono che, «nonostante la massima disponibilità al confronto dimostrata da sindacati e Rsu», l’azienda ha insistito a «mettere in campo decisioni unilaterali che mettono a rischio la natura pubblica del servizio, la tenuta occupazionale e l’integrità fisica dei lavoratori».
Golino e Michel sparano a zero sull’accelerata che, in fatto di raccolta porta a porta, viene data alla privatizzazione del servizio all’interno del Pentagono. All’azienda viene contestato, in nome del mantenimento della natura pubblica del servizio. che «senza nessuna comunicazione, hanno deciso di privatizzare il servizio “core”, ossia la raccolta porta a porta per il lotto del Pentagono del Buontalenti. Lavoratori pubblici e privati, per la prima volta, svolgeranno un’identica mansione».
Per Cgil Fp e Fiadel si tratta di una «scelta già di per sè inaccettabile» che risulta «è aggravata dall’assoluta mancanza di rispetto delle relazioni sindacali: la comunicazione ci è pervenuta soltanto tramite il soggetto privato affidatario del servizio».
Ma – viene ribadito – «questa è solo l’ultima delle privatizzazioni effettuate in Aamps: nei mesi precedenti è già toccato al servizio Tari/Tia, sfalci e potature, raccolta ingombranti sia stradali che su prenotazione, call center, sanificazione cassonetti, consegna mastelli, eccetera».
A ciò si aggiunga quella che viene definita la beffa per i precari. «Da tempo – viene messo in evidenza da Golino e Michel – i sindacati chiedono la stabilizzazione di tutti i rapporti di lavoro “precario” presenti in Aamps». Eppure – ed è questo che fa infuriare i due sindacati – l’attuale quadro normativo permetterebbe le assunzioni a tempo indeterminato dei lavoratori delle aziende pubbliche. Invece no: «L’azienda non solo non ha stabilizzato i rapporti di lavoro ma con azione unilaterale ha chiamato i lavoratori con contratti a termine a siglarne lo scorso 31 ottobre la proroga, in anticipo rispetto alla naturale scadenza».
Il motivo? I due dirigenti sindacali segnalano che in questo modo si è voluto dribblare il “decreto dignità” entrato in vigore il 1° dicembre che «prevede la riduzione del periodo di precariato da 36 a 24 mesi».
Non basta. A giudizio del fronte della protesta, si continuano inoltre a «registrare gravi inadempienze contrattuali». Ad esempio? L’azienda – viene sottolineato – ha deciso di «modificare l’orario di lavoro senza il dovuto confronto sindacale». Di più: cè una «grave imposizione» di movimentazione carichi ai lavoratori in violazione dei limiti imposti dal contratto».
Le relazioni sindacali si sono aggravate «anche a seguito di un licenziamento di un lavoratore abile alla mansione ma con la sola responsabilità di aver contratto limitazioni psico-fisiche a causa del lavoro svolto sempre all’interno di Aamps». Ma i due sindacati puntano il dito contro «la scelta incomprensibile di non effettare le necessarie manutenzioni all’impianto di termovalorizzazione: una scelta che mette a rischio la stessa continuità aziendale oltre che il servizio pubblico reso alla collettività». —
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