Il Tirreno

Livorno

In due giorni 115 multe in centro per divieto di sosta

Gli agenti di polizia municipale al lavoro in centro (Pentafoto)
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Gli agenti di polizia municipale al lavoro in centro (Pentafoto)

Livorno, 20 sono state fatte sugli stalli blu. Nel fine settimana anche 98 contravvenzioni per eccesso di velocità, 14 per intralcio alla circolazione e 7 per l'occupazione di posti per disabili

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LIVORNO. Nel fine settimana, tra sabato 17 e domenica 18, in centro sono state fatte 115 multe per divieto di sosta, cui si aggiungono 98 contravvenzioni per eccesso di velocità, 14 sanzioni per intralcio al flusso della circolazione nella zona di Ardenza e 7 contravvenzioni per occupazione senza titolo di posti riservati ai disabili. Multe che, dicono dal Comune, rientrano nell'attività "di contrasto al fenomeno della sosta selvaggia in centro".

Per quanto riguarda i divieti di sosta, le sanzioni sono così ripartite: 28 in zona piazza Cavour; 39 in Venezia (29 in orario serale); 19 in zona Marradi - Attias; 20 per divieto di sosta nelle zone dove sono stati attivati gli stalli blu; 12 in zona via Grande.

“Le multe, più che un mezzo per punire chi commette un’infrazione, sono un modo per tutelare chi rispetta le regole, paga il posteggio e ha il diritto di vedere che i furbi non la facciano franca", dice il sindaco Filippo Nogarin: "Chi sceglie di posteggiare abusivamente crea un pericolo per la circolazione, in particolare per il passaggio dei mezzi di soccorso, ed è nell'interesse collettivo sanzionarlo”. "In centro a Livorno, così come in Venezia - agginge il sindaco - le alternative ci sono: penso ai posteggi in struttura come l’Odeon o il mercatino americano che applicano tariffe economiche e sono collocati in aree strategiche sia per chi vuole fare shopping, sia per chi vuole raggiungere le zone della movida". "I dati di questo fine settimana - secondo Nogarin - testimoniano un’altra verità: non c’è alcun accanimento nelle zone in cui sono stati realizzati gli stalli blu. Quella del posteggio selvaggio è una pratica diffusa che nulla ha a che fare con il nuovo sistema della sosta". "Diventa fondamentale, però, un cambio di mentalità - conclude - e serve un ultimo sforzo di modernità: regaliamoci una città ancor più bella e vivibile rinunciando all'idea di parcheggiare là dove non si può e sfruttiamo di più e meglio i mezzi pubblici, le biciclette e i nostri piedi".

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