Gioco
«Disposti a stare aperti il pomeriggio ma con l’area pedonale e i bus navetta»
Livorno, la proposta del presidente. Intanto, però, al Mercato Centrale ci sono ancora una dozzina di saracinesche chiuse
LIVORNO. «Gli esercenti delle Vettovaglie sono disposti ad aprire in orario pomeridiano se il comune trasformerà l’area dei tre mercati (Centrale, Buontalenti e piazza delle Erbe, ndr) in un’isola pedonale del tutto riqualificata e servita dai bus navetta», annuncia il presidente del mercato delle Vettovaglie Luigi Sena. «L’esperienza di altri Paesi - aggiunge - ci insegna che per far venire i clienti bisogna trasformare il mercato in un’isola pedonale. Nel frattempo le persone continuano a venire per lo più in motorino, ecco perché la riduzione degli stalli delle due ruote per noi rappresenta un danno». Si avvicina il Natale, data che il Comune aveva indicato come traguardo simbolico nell’operazione del grande rilancio de “Il nostro Louvre” (così chiamarono il mercato i salaci livornesi di fine Ottocento), ma fra i banchi – si contano 12 saracinesche abbassate e 2 fondi chiusi– non si respira aria di festa. Banchi che peraltro avrebbero dovuti essere “rinnovati”. Invece...
«Qui gli spazi sono chiusi da mesi, si sa che con il bando hanno assegnato i posti ma non si è visto ancora nessuno», racconta a Il Tirreno Luca Turroni, che dalla sua Caffetteria 406 ha un punto di osservazione privilegiato sul salone principale. E in effetti girando tra i corridoi non si ha proprio la sensazione che ci siano dei “lavori in corso”, ed è facile imbattersi in “incroci” fatti di serrande chiuse ad ogni angolo. «La direzione ogni tanto ci manda giù una circolare con le comunicazioni di servizio. Quanto ai problemi ci arrangiamo per conto nostro, come con la protesta per gli stalli blu: non è possibile pagare così tanto per venire a fare la spesa di ogni giorno», continua Valentina Palandri da dietro il bancone della macelleria di famiglia.
Spostandosi dal salone centrale alle stanze laterali i problemi non cambiano, si ha invece la percezione di entrare in una sorta di “mercato di serie B”. «Noi circolari non ne abbiamo mai ricevute», confessano le sorelle Viola e Veronica Ciucci, che tra le farine della panetteria “Fantasie di pane” non nascondono il loro stupore: «Il titolare di una concessione era pronto a pagare subito per prenderne un’altra ma gli hanno detto di no. È assurdo un rifiuto di questo tipo, se davvero si cerca di far ripartire in fretta il commercio».
Nell’area del pesce infine la vista è desolante, con vari banchi refrigerati vuoti e inutilizzati. Lo confermano Tommaso Iacopini e Francesco Corsi, del banco omonimo: «Qui siamo gli ultimi a sapere le cose, e tutto avviene con tempi lunghissimi e senza tener conto dei reali problemi dei commercianti». Il prossimo incontro degli esercenti con l’amministrazione è fissato per dopodomani. «Torneremo a proporre la consulta dei tre consorzi», conclude Sena: «Le nostre peculiarità sono diverse da quelle del Centro e vanno considerate in modo diverso».
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