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Le sughere 

Ispezione M5s al carcere «Strutture fatiscenti, personale insufficiente»

Nicolò Cecioni
Ispezione M5s al carcere «Strutture fatiscenti, personale insufficiente»

I consiglieri regionali del Movimento in visita alla struttura Il garante: «Fatti passi in avanti ma ancora non basta»

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Cucina dell'alta sicurezza ancora inagibile, tempi lunghissimi per la sistemazione dei locali e carenza di personale. Sono queste le grandi (e annose) criticità riscontrate dai consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle, Gabriele Bianchi e Andrea Quartini, che sono andati a visitare il carcere delle Sughere insieme al garante per la tutela dei detenuti Giovanni De Peppo e all'assessore Andrea Morini.

«Abbiamo calcolato – ha spiegato Bianchi – la mancanza di almeno 40 agenti della polizia penitenziaria e di molti altri educatori e mediatori culturali. Nelle carceri, infatti, non servono solo le forze dell'ordine, ma anche tutte quelle figure fondamentali per combattere la recidiva e inserire i detenuti in percorsi di formazione volti al ritorno alla vita normale».

Le carenze maggiori, però, sono quelle strutturali. Il carcere, infatti, in molti casi ha delle zone inagibili o degli spazi che non funzionano come dovrebbero. «Le due cucine, nell'alta sicurezza e nella zona femminile, non funzionano ancora – ha aggiunto Quartini – anche se sono già stati spesi un sacco di soldi per sistemarle. Sono fuori uso molti sistemi elettrici danneggiati dall'alluvione, l'ascensore nell'alta sicurezza è riparato ma ancora non ha ricevuto il collaudo e quindi può essere utilizzato solo come montacarichi. La caserma della penitenziaria è abbandonata da anni, come il salone per gli spettacoli, riabilitazione e attività varie. Oggi – ha spiegato ancora Quartini – tutto questo si svolge nei corridoi».

Anche nelle celle la situazione non va bene: «In ognuna di quelle dell'alta sicurezza vivono tre detenuti, troppe secondo i decreti» ha concluso Quartini. Chiude De Peppo: «Così non si può dare ai detenuti la possibilità di lavorare all'interno. Forse siamo giunti al termine della procedura della cucina dell'alta sicurezza con l’installazione delle porte taglia-fuoco. Ai primi di dicembre, infine, inizieranno i lavori alle docce nella zona del transito. Insomma – riassume il garante – qualcosa si sta muovendo ma siamo ancora troppo indietro». La chiosa spetta a Morini: «Il carcere è una struttura importante della nostra città, e non può stare in queste condizioni». —

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