Il Tirreno

Livorno

Povertà, in affanno una famiglia su 10: Livorno record del Centro Nord

Matteo Scardigli
Povertà, in affanno una famiglia su 10: Livorno record del Centro Nord

Livorno, dossier del Sole 24 Ore su chi ha l'Isee sotto i 9mila euro ed è potenziale beneficiario del reddito di cittadinanza

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LIVORNO. Prima in Toscana e seconda soltanto ad Aosta da Roma in su, terza dietro a Latina se si considera tutto il Centro Nord; trentottesima in Italia su 110 realtà territoriali. La provincia di Livorno conquista un poco invidiabile piazzamento nella graduatoria delle famiglie potenzialmente interessate dall’operazione reddito di cittadinanza secondo una indagine pubblicata dal Sole 24 Ore.

Perché “poco invidiabile”? Perché in realtà fissa lo sguardo sui redditi Isee presentati in tutta Italia nel 2016 (ultimo dato disponibile) e dunque vale come una sorta di indicatore di “povertà” o comunque di disponibilità economiche basse o bassissime, al di sotto di quota 9mila. Con una sottolineatura: a differenza della dichiarazione dei redditi, l’Isee non misura solo gli introiti di quell’anno ma anche il gruzzoletto che ciascuna famiglia ha alle spalle. E dunque vale come termometro di una fragilità economica più profonda e durevole. Come detto, solo tutto il Sud (più Sardegna e Sicilia) se la cava peggio di noi. Con le uniche eccezioni di Latina e Aosta in tutto il Centronord.

Per trovare la prima delle province toscane, Massa-Carrara, bisogna scorrere con il dito verso il basso di sette posizioni. Le altre sono Pistoia al 48° posto, Pisa al 49°, Grosseto al 53°, Lucca al 57°, Prato al 60°, Arezzo al 63°, e infine Siena al 77° tallonata da Firenze al 78°. Livorno sconta dunque il suo (doppio) status di area di crisi complessa che accomuna Livorno e Piombino, ancora in attesa del tanto atteso aiuto da Roma. Una “manona” insomma, più che una “manina”. Stando a quanto annunciato dal Movimento 5 Stelle sul blog di Beppe Grillo potranno accedere al reddito di cittadinanza le famiglie con un Isee fino a 9.360 euro annui. Il che permette – anche se un provvedimento vero e proprio ancora non esiste – di fare un modello di previsione sulla base dei 9 miliardi di euro stanziati dalla manovra di bilancio 2019.

Ne risulta che arrotondando per difetto, a dar credito all’indagine del quotridiano confindustriale sarebbero 14.800 le famiglie livornesi in condizioni economicamente così difficili – cioè con un Isee così basso – da rientrare nel reddito di cittadinanza. Stiamo parlando del 9,5 per cento di quelle residenti sul territorio (la provincia conta più di 335 mila abitanti): praticamente quasi una famiglia su dieci.

Se i parametri dunque dovessero essere confermati (nonostante la bocciatura dell’Europa), secondo il Sole 24 Ore ad ogni famiglia andrebbe circa una media di quasi 294 euro mensili, visto l’ammontare delle risorse stanziate finora dal governmo: circa 11 euro in meno rispetto al reddito di inclusione (al quale però anno accesso “solo” 378 mila famiglie), e oltre 486 euro in meno rispetto all’obiettivo fissato a 780 euro. «Il reddito di cittadinanza partirà nei primi tre mesi del prossimo anno» recitava l’ultimo annuncio del M5s, che spiegava anche le motivazione alla base della preferenza dell’Isee rispetto alla dichiarazione dei redditi come indice di misurazione, perché capace di tenere in considerazione «non soltanto il reddito, ma anche il patrimonio mobiliare e immobiliare e la composizione dei nuclei familiari». La “fotografia” che emerge dall’inchiesta sugli Isee balza agli occhi che per una larga quota di livornesi – una famiglia su 10 appunto – è ridotta ai minimi termini la “protezione” che il patrimonio familiare può offrire di fronte alle incognite della vita: anzi, si sta man mano restringendo lasciandoli sempre più scoperti e disarmati.
 

 

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