Gioco
La scure passa ancora sul Monte dei Paschi Chiusura per 12 filiali entro pochi giorni
È il piano industriale di ristrutturazione su cui vigila la Bce In Toscana gli sportelli dismessi sono a quota 78
FIRENZE. Tocca quota 78 il numero tra agenzie e filiali chiuse nei confini toscani dal Monte dei Paschi di Siena. Un copione che è scritto nel piano industriale di ristrutturazione di Mps 2017-2021 su cui vigila la Banca centrale europea. Sparite nella prima fase alcune sovrapposizioni, sopravvissute prima all’acquisto di Banca Toscana e poi di Antonveneta.
Nei piccoli centri urbani l’effetto investe in pieno i cittadini, che dovranno recarsi in un altro paese o città per visitare una filiale o utilizzare un bancomat. È il caso dei clienti di Galleno, in terra pisana al Galleno, frazione di Castelfranco di Sotto, che dal 20 novembre avranno come filiale di riferimento quella di Altopascio.
La chiusura rientra tra le dodici in Toscana in programma nel fine settimana del 17 e 18 novembre. Su scala nazionale la procedura di razionalizzazione riguarda 63 sportelli. Dall’avvio del piano quelli chiusi si attesteranno a quota 500. «Il piano non prevede quali filiali chiudere, ma una quantità di circa 600 sportelli da cessare entro il 2021 in tutto il territorio nazionale – dice il sindacalista Federico Di Marcello di Fisac Cgil –. Alla banca è data mano libera sulla scelta, che segue il criterio di fare il minor danno possibile anche dal punto di vista patrimoniale. Ipotizzando che rimangono circa un centinaio di filiali da chiudere da qui al 2021 non posso escludere che la Toscana non sarà più toccata. Ma si tratta di decisioni che la banca prende a ridosso del piano di chiusura».
Numeri alla mano nel 2017 su scala nazionale si contavano 1.860 sportelli che entro 2.021 dovranno scendere a 1.432. A scorrere la mappa delle prossime chiusure se ne ricava un’indicazione di chi dovrà fare i conti con il disagio. Nell’aretino chiudono tre filiali: Cesa, Mercatale Valdarno e Soci oltre all’agenzia 1 di Arezzo.
A Livorno sparisce l’agenzia 9 mentre a Lucca l’agenzia 6. Nel fiorentino chiude l’agenzia 2 a Borgo San Lorenzo mentre a Firenze la 42 e la 60. A Viareggio l’agenzia 4 e a Siena lo sportello Novartis. All’elenco si aggiunge la filiale di Galleno nel comune di Castelfranco di Sotto.
È una politica di contenimento dei costi definita nell’ambito del piano di ristrutturazione approvato dalla Commissione europea, nel contesto del processo di ricapitalizzazione della banca. «Procedendo con il piano delle chiusure si va a interessare la parte profonda della banca – sostiene la sindacalista Viviana Lumini di Fabi –. Nella prima fase di attuazione del piano c’erano delle sovrapposizioni, che oggi non ci sono più. Per esempio, a Follonica nel raggio di qualche decina di metri si trovavano gli sportelli Mps, Banca Toscana e Antonveneta».
Il processo di razionalizzazione va avanti. I sindacati Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin ne prendono atto ma non mancano di sottolineare a una sola voce la critica che: «La chiusura di filiali che presentano livelli reddituali positivi e che contribuiscono al raggiungimento dei risultati commerciali dell’intero Gruppo Mps, e la cui scomparsa contribuisce all’ulteriore impoverimento di intere porzioni di territorio nazionale».
Nell’arco di vigenza del piano rientra la gestione degli esuberi di personale, in tutto saranno circa cinquemila entro il 2021, attraverso il fondo di solidarietà. «Di fatto oggi l’intervento di sostegno al reddito si è bloccato – dice la sindacalista Fabi –. E questo perché prima di siglare accordi di prepensionamento devono essere chiariti tutti gli aspetti che potrebbero condizionare la posizione dei colleghi interessati. Per esempio, gli aspetti pensionistici sulla base delle ipotesi di riforma annunciate».
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