Sicurezza
In centro incassi dimezzati e banchi e negozi chiusi: «Servono posteggi gratis a Natale»
Livorno, Piazza Cavallotti, Buontalenti, Mercato: 300 firme raccolte dai commercianti. «Con gli stalli blu siamo al collasso: qui non viene più nessuno. Intervenite»
LIVORNO. Trecento firme che oggi saranno protocollate in Comune. E un unico appello, imminente, diretto all’amministrazione «Salviamo almeno il Natale lasciando i parcheggi gratuiti per incentivare lo shopping in centro» che arriva virtualmente da oltre 500 attività commerciali che lavorano all’interno del Pentagono del Buontalenti.
La petizione è stata organizzata dai tre Consorzi Buontalenti, piazza delle Erbe (Cavallotti), Mercato Centrale. Una sorta di scudo, a cui si allegano tutta una serie di proposte, contro «una situazione economico-finanziaria al collasso: noi vogliamo essere ricevuti al massimo la prossima settimana, l’incontro in programma ieri con il sindaco è stato rinviato al 4 dicembre ma noi non possiamo aspettare ancora», sottolinea il presidente del Consorzio Buontalenti, Simone Toschi. A lui fa eco Luigi Sena, presidente del consorzio Mercato delle Vettovaglie.
[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.17469413:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/cronaca/2018/11/16/news/confesercenti-e-confcommercio-sindaco-confrontiamoci-1.17469413]]
Tutti raccontano quanto sia difficile sopravvivere nell’area mercatale. Con i penalizzanti, come ribadiscono, stalli blu («ai centri commerciali il posteggio si trova bene ed è pure gratis», dicono). Con la riduzione drastica dei posteggi per gli scooter. Con la chiusura di tanti negozi. Lo fanno con l’amplificatore delle associazioni di categoria, Confesercenti e Confcommercio, che l’altra sera hanno riunito una folta rappresentanza delle diverse anime che lavorano nel Pentagono. Per un percorso comune di azione.
«Ci sono giorni che non arriviamo a cento euro di incasso, neppure le spese ci paghiamo», tuona Maristella Calgaro da 38 anni in via del Giglio col suo negozio di scarpe. «Questa è un’area dove venire a fare la spesa - continua - l’amministrazione parla di mezzi pubblici, bici: non è agevole per una persona anziana, una mamma con bimbi portarsi i pesi. In tanti preferiscono andare altrove a fare acquisti».
[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.17472693:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/cronaca/2018/11/17/news/ultimatum-a-nogarin-confronto-urgente-1.17472693]]
Lei (è anche presidente di Confesercenti), insieme ai colleghi, parlano di incassi più che dimezzati. Raccontano di aziende che non ce l’hanno fatta e sono già chiuse, come quindici banchi di piazza delle Erbe. «È uno stillicidio - rincara Antonio Pacini, presidente del Consorzio Piazza delle Erbe - La crisi generale, con l’arrivo degli stalli più, da noi è drammatica. E questo dramma riesce a unirci. Negli ultimi tempi sono una quindicina i colleghi di piazza delle Erbe che hanno cessato: oggi siamo una quarantina».
Si disperano di fronte a clienti storici che non si avvicinano più al Pentagono del Buontalenti in auto per non pagare gli stalli blu. E pure chi faceva la spesa in motorino, non trovando posto perché gli spazi per i due ruote sono stati ridotti e rischiando le multe, va altrove. «Ho clienti che mi hanno espressamente detto che qui non verranno più perché hanno preso la multa anche con il motorino», rincara l’attività di piante e fiori di Fabrizio Milazzo dal 2003 all’angolo di via Buontalenti.
E di multe prese parla anche il titolare del Caffè Ghidoni di via Buontalenti, Roberto Ghidoni: «Una ventina di giorni fa sono venuti i vigili urbani e hanno multato tutti i motorini che non erano posteggiati nei loro regolari stalli, qui scarsissimi: tra questi c’ero anche io e tante persone che qui lavorano. Purtroppo questa non è una città dove ci si può muovere in bicicletta per l’assenza di piste ciclabili sicure e continuative e lo dice uno sportivo». Parla di accanimento: «Non vedo altre parole: qui stiamo sopravvivendo, gli incassi sono dimezzati». E aggiunge la moglie: «Fino a qualche mese fa venivo in autobus con un abbonamento ad hoc per chi lavora in zona, spendevo 22 euro al mese: adesso è stato tolto e l’abbonamento mi costa 35 euro. Non c’è neppure questo tipo di agevolazione». Alessandro Bacci, della dinastia del maestri del formaggio di via del Cardinale parla di stalli blu come punta dell’iceberg della crisi: «Sono stati realizzati alla zitta, senza alcun confronto: raggiungere l’area mercatale è diventato scoraggiante. Almeno per Natale che il Comune ci venga incontro con i posti auto gratuiti». Chiude Denni Turini del Frantoio Toscano: «Dobbiamo essere uniti e tutti insieme farci sentire: non è giusto che la nostra zona sia penalizzata così rispetto ad altre». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
