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Molesta le studentesse sul bus: «Mia figlia a casa in lacrime»
Livorno, l’ultimo episodio sulla Lam blu che da Antignano arriva al Parterre. Il racconto: «Non è un caso isolato, questa storia va avanti da settimane»
LIVORNO. Mercoledì 14 novembre, 8 del mattino circa. La Lam blu che da Metamare, quartiere Antignano, arriva fino alla stazione, è strapiena di studenti e studentesse che frequentano in maggioranza il liceo Cecioni e l’Istituto tecnico Galilei e scendono alla fermata del Parterre, sul viale Carducci.
Tra loro, e non è una casualità, viaggia anche la mamma di una ragazzina di prima superiore che il giorno precedente è tornata a casa raccontando in lacrime – e non era la prima occasione – una storia inquietante. «C’è un signore sul pullman che ci molesta: si avvicina e ci tocca».
Il bus della Ctt è ripartito da alcuni minuti dalla fermata di piazza Grande quando la donna-detective si mette a gridare. A pochi metri da lei, l’uomo dal quale non ha mai staccato gli occhi di dosso da quando è salita sul bus, ha appena fatto a un’altra ragazzina ciò che la figlia le aveva raccontato il giorno precedente.
«Si era già avvicinato – ha raccontato la giovane vittima ai genitori appena tornata a casa – ma all’inizio pensavo che fosse una casualità e non ci ho dato molto peso. Poi però lo ha rifatto».
Quello che avviene nei secondi successivi alle urla è il tentativo dell’uomo di giustificarsi: «Sono inciampato», ha detto cercando di difendersi. E le ragazzine che erano intorno a lui che si allontanano immediatamente. «L’autista – prosegue chi era a bordo – non credo che si sia accorto di nulla, mentre l’uomo è rimasto tranquillamente sul pullman».
È parlando con le mamme delle studentesse che utilizzano la Lam blu per andare a scuola che si capisce come quel tipo di scivoloni accada un po’ troppo di frequente per essere un caso.
«Gli amici di mia figlia hanno confermato questo comportamento molto pericoloso da parte di quell’uomo. Addirittura una volta avrebbe anche chiesto a una ragazzina quando scendeva e a quale fermata...».
Non a caso anche ieri sui cellulari degli studenti giravano messaggi vocali – tutti da verificare – nei quali in molti raccontavano di quel tipo che si aggira sui bus. E di lui c’è anche un identikit. «Sui settant’anni capelli bianchi e baffi», raccontano.
Eppure di questa presenza si parlava almeno da un mese visto che nelle settimane scorse proprio la mamma detective aveva inviato una mail alla direzione di Ctt segnalando questa situazione allarmante. Di più, come spiega il dirigente dell’azienda Bruno Bastogi nell’articolo a fianco – la stessa Ctt aveva avviato una indagine informale inviando a bordo dei mezzi alcuni dipendenti per verificare la segnalazione senza però notare niente di sospetto.
Quello che è accaduto ieri mattina per il momento è stato segnalato all’azienda ma non ancora alla questura o ai carabinieri con una denuncia formale. «Vediamo come muoverci – spiegano i genitori delle vittime – non è escluso che decideremo di rivolgerci alle autorità».
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