Gioco
Mille firme per tenere il medico sull’ambulanza di Collesalvetti
Livorno, il sindaco Bacci attacca il piano dell’Asl e della Regione: «Possono metterci anche cinque infermieri, io voglio che ci sia il dottore»
LIVORNO. «Possono mettermi anche cinque infermieri su un’ambulanza, ma il medico è il medico. Non è pensabile lasciare il territorio di Collesalvetti senza il dottore del 118. Siamo pronti a fare una battaglia in tutte le sedi. In 24 ore abbiamo già raccolto quasi mille firme. Ma via, come si può immaginare un infermiere che arriva su un’emergenza e al telefono si fa dire dal medico cosa fare...». Lorenzo Bacci, sindaco di Collesalvetti, chiama alla lotta i suoi concittadini contro il piano allo studio dell’Asl di riorganizzazione del 118, anticipato nei giorni scorsi dal Tirreno.
Il progetto ipotizza la presenza di un solo medico del 118 nelle ore diurne per tutta la città di Livorno. I medici in città diventerebbero due nei mesi estivi con lo spostamento di quello che oggi opera sulla Pubblica Assistenza di Collesalvetti e copre il territorio che va da Stagno a Orciano, Fauglia, Santa Luce, territorio che d’estate resterebbe scoperto, con la sola presenza di un’ambulanza con infermiere.
Dopo l’articolo del Tirreno e la dura denuncia del Sindacato Medici Italiani l’Asl ha frenato, parlando di «un’azione di miglioramento», ma di fatto non ha smentito una rimodulazione che d’altra parte è già stata attivata in alcune città della Toscana centrale, con un unico medico a bordo di un’automedica e tante ambulanze con infermiere.
«Solo su internet abbiamo raccolto oltre 700 firme e oltre 200 su carta - spiega Bacci -. Si può firmare all’Urp del Comune, all’anagrafe di Stagno, alla bottega della Salute di Colognole, alla Pubblica Assistenza di Colle, alla Misericordia, alla polisportiva Vicarello. E altre associazioni si stanno attrezzando per la petizione. Anche il Comune di Santa Luce ne ha organizzata una».
Bacci sa che questa sarà una battaglia anche contro il suo partito, visto che l’indicazione arriva dalla Regione. «Nessuno ha avuto la sensibilità di informarmi - racconta -. A appena ne sono venuto a conoscenza ho scritto a tutti, a Rossi e alla Saccardi, al direttore dell’Asl Maccari e al primario del 118 Tognarelli, al sindaco di Cecina Lippi e a quello di Livorno Nogarin come presidenti delle conferenze dei sindaci. Non ho avuto risposte ma non mi fermo di certo. Lasciare i nostri abitanti e i nostri territori senza il medico è una follia».
GIULIO CORSI.
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