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L’Asl annuncia le Tac notturne: il Cup agli utenti: «Una bufala»

Giulio Corsi
L’Asl annuncia le Tac notturne:  il Cup agli utenti: «Una bufala»

Ancora problemi al poliambulatorio: dopo aver negato il diritto al rimborso dei 25 euro ora le addette agli sportelli smentiscono il direttore della Radiodiagnostica

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LIVORNO. Martedì 13 novembre sulla prima pagina del Tirreno il direttore della Radiodiagnostica di tutta l’Asl, Sabino Cozza, rende pubblico il piano firmato dall’ex direttore generale Maria Teresa De Lauretis in cui si prevede che dal 3 dicembre all’ospedale di Livorno si allunghino gli orari per l’effettuazione delle Tac anche alla notte (fino alle 22) e al sabato pomeriggio (dalle 14 alle 20).

Martedì mattina una lettrice del nostro giornale si presenta al Cup di viale Alfieri e chiede un esame, per l’esattezza una risonanza magnetica: la prima data utile è tra oltre 9 mesi, il 15 luglio 2019. Lei, dopo aver letto il Tirreno, chiede se non fosse prevista anche per la risonanza un’opzione che riducesse i tempi di attesa. La risposta dell’addetta allo sportello però la gela: «Signora, è una notizia falsa, una bufala. È una truffa del giornale».

Sarebbe bastato rispondere che non era al corrente della novità, magari informarsi da qualche collega più aggiornata e poi spiegare che le Tac notturne saranno prenotabili dai prossimi giorni, ma non le risonanze. E invece l’approccio è brusco, irrispettoso.

La nostra lettrice però non ci crede. Va direttamente in Radiologia e anche lì prende il due di picche. «Tac di notte e risonanze in tempi brevi? Ma quando mai», le rispondono. Ma lei insiste e prova col centralino dell’ospedale, al 223111. Qui la risposta è imbarazzante: «Boh, non ne sappiamo nulla, ma vedrà che le prenotazioni sono chiuse e i posti tutti presi (sic)».

A quel punto chiama il Tirreno e racconta la sua disavventura. E così ci ritroviamo a scrivere ancora una volta del muro di gomma contro cui tanti cittadini rimbalzano ogni volta che devono accedere alla nostra struttura ospedaliera tramite il Cup del poliambulatorio: frequente scortesia, cattiva informazione, poca disponibilità.

È un peccato, perché gli Spedali Riuniti vantano sempre più professionisti di alto livello, ma il front office, il primo approccio alla struttura che la maggiorparte dei livornesi ha attraverso il Cup rischia di rovinare l’immagine di tutta la sanità livornese. Sono recenti i casi che abbiamo raccontato di utenti sbeffeggiati davanti alla legittima richiesta del rimborso dei 25 euro per gli esami oltre i 30 giorni, oppure quelli a cui è stato detto che le agende erano chiuse mentre una delibera regionale vieta le agende chiuse.

«Ho un problema al piede che non mi fa camminare - racconta la nostra lettrice Lorella Salvini, 53 anni -. Ho già fatto delle cure che non sono servite, il mio medico vuol vederci chiaro. Quando sono andata al Cup e mi hanno dato la risonanza tra nove mesi mi sono chiesta se c’era la possibilità di dover attendere meno tempo come accade per le Tac, ma allo sportello mi hanno detto che era tutta un’invenzione, una bufala, una truffa. Io non ci volevo credere, ma anche al reparto mi hanno ripetuto così e al centralino mi hanno detto che non c’erano più posti. Mi chiedo: ma l’Asl chi sceglie per tenere i rapporti con gli utenti?».

È una domanda lecita: come viene selezionato e formato il personale degli sportelli (che sono dipendenti di una coop esterna)? E come viene controllata la qualità del servizio da parte dell’azienda? —


 

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