Il Tirreno

Livorno

Addio Rosanna Bani, regina del formaggio

Giulio Corsi
Addio Rosanna Bani, regina del formaggio

Livorno, commercio in lutto: è morta la “signora Vad”, col marito Bruno Simonini aveva creato un piccolo impero.

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LIVORNO. Era la regina dei formaggi, titolare di un’azienda con 10 dipendenti, che oggi fa due milioni di fatturato e vende 1500 forme di parmigiano all’anno. Ma tutte le mattine alle 7.30 era lei a tirar su la saracinesca del negozio di Colline, in piazza Damiano Chiesa, e la sera era sempre l’ultima ad andarsene. Rosanna Bani avrebbe compiuto 74 anni il primo gennaio. È morta mercoeldì 14 novembre, in una cameretta del reparto di Medicina dell’ospedale, dove era ricoverata da una decina di giorni. Col marito Bruno Simonini, scomparso nel 2014 in un incidente stradale, aveva tirato su un piccolo impero sotto l’insegna Vad. Lascia i figli Michele e Monica e la nipotina Anna, 13 anni, amatissima.

I funerali si sono svolti nel pomeriggio fi giovedì 15 novrembre alla camera mortuaria. Poi la salma è stata  trasportata al cimitero dei Lupi. Da aprile, quando le era stato diagnosticato un tumore al polmone, i clienti del negozio di Colline non l’avevano più vista. «In questo periodo di assenza siamo stati benevolmente martellati di domande, tutti ci chiedevano quando sarebbe tornata al suo posto dietro al banco», racconta il figlio Michele. «Mancava alla gente e a lei mancava il negozio e il contatto con le persone. Quante volte, negli ultimi anni, le abbiamo ripetuto: “Mamma, ma chi te lo fa fare”.

Ma lei voleva stare lì, ha sempre vissuto a cento all’ora godendosi la vita. Perché lavorare, per chi lo fa con passione, è un piacere. Quando morì mio padre, qualcuno mi ha detto poveretto, ha sempre lavorato tanto... Come se lavorare tutta la vita sia uno spregio. Non lo è: i miei hanno sempre lavorato tanto e l’hanno sempre fatto con amore e il lavoro ha permesso loro di girare il mondo, di creare un’attività importante, di vivere agiatamente. È questa passione che ci ha unito tutti». Quando Vad si allargò dalla storica sede del mercato, in via Di Franco, a Colline e poi ad Ardenza, Rosanna Bani e il marito scelsero di stare nella nuova attività di piazza Damiano Chiesa, insieme a due commesse. «Non ci pensarono due volte, mamma era nata a Salviano. Colline era casa sua», ricorda Michele.

Era stato il marito Bruno ad iniziare l’attività: «Babbo aveva 13 anni quando fu ingaggiato come aiutante nel fondo di via Di Franco 38 - racconta il figlio -. Dopo 15 anni da dipendente diventò socio, prima al 25%, poi al 50% e nel 1988 rilevò tutta l’attività dai precedenti titolari, poi suoi soci, la famiglia Di Laghi, verso cui oggi abbiamo ancora stima e amicizia. Mamma fu sempre al suo fianco in questa crescita. E fu al suo fianco quando babbo ebbe le intuizioni imprenditoriali innovative e rivoluzionarie grazie alle quali mentre tutti gli altri negozi morivano, noi crescevamo: qualità, servizio, offerte, immagine e quel sorriso che lei ha sempre regalato ai clienti».
 

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