Il Tirreno

Livorno

viaggio a Montenero 

Dentro il rio a cielo aperto dove il canale è triplicato

Juna Goti
Dentro il rio a cielo aperto dove il canale è triplicato

A quattordici mesi dall’alluvione, in piazza delle Carrozze si lavora ancora per mettere in sicurezza lo Stringaio. Al cantiere arriva la commissione regionale

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LIVORNO

È passato più di un anno dall’alluvione che ha ferito la città. Un anno e due mesi da quella notte che tra il 9 e il 10 settembre ha cambiato il volto di molti quartieri, il sentire di tanti livornesi e portato via nove vite. Quattordici: tanti, per i residenti e i commercianti del sacro colle, sono anche i mesi di convivenza forzata con il cantiere che è stato aperto in piazza delle Carrozze, dove quella maledetta notte il botro Stringaio, che per gran parte dell’anno sembra solo un rigagnolo, è diventato un fiume impazzito. Un torrente che all’improvviso ha rotto la gabbia del tombamento e portato via tutto quello che ha incontrato lungo la sua corsa fatta anche di fango e detriti. Case, attività commerciali, auto.

Prima che a Montenero i lavori siano finiti ci vorranno ancora almeno tre mesi: il Comune spera di chiudere tutto tra gennaio e febbraio, dopo che nell’ultimo anno – come Il Tirreno ha raccontato a più riprese – non sono mancati intoppi e periodi anche lunghi di ruspe a rilento.

«Ma oggi l’intervento sta procedendo regolarmente», ripete il direttore dei lavori e tecnico del Comune, Alessio Bozzi, mentre dietro di lui gli operai della Clc muovono escavatore e mezzi meccanici.

Affacciarsi sulla grande buca transennata all’angolo con via di Montenero fa il suo effetto. Perché per la prima volta, in questi giorni, guardando verso il basso si ha la percezione di quello che è stato fatto per allargare il letto del rio e cercare di ridurre il più possibile il rischio di un altro disastro.

Come mostrano le foto in alto, la sezione del tombamento è stata più che triplicata: fa impressione vedere quanto fosse piccolo il canale che scendendo giù dalla collina correva sotto alla piazza. Lo indica uno degli operai, confrontandolo con la nuova sezione.

Il lavoro non è stato affatto semplice. Perché lungo il percorso si sono dovuti inserire quasi 300 micropali (alla fine diventeranno il doppio). E soprattutto perché in questo lato di piazza delle Carrozze si sono prima dovuti spostare tutti i sottoservizi. Un groviglio di tubi di acqua, gas ed energia che nei primi mesi hanno rallentato i lavori, insieme a una lunga serie di intoppi. Dal cantiere spiegano che tra una ventina di giorni la strada che si rivede passare sopra al letto del corso d’acqua sarà riaperta al traffico, mentre il cantiere si sposterà dall’altro lato di via di Montenero, più vicino alla funicolare.Lo Stringaio, che nel corso dei lavori è stato in gran parte stombato, non sarà completamente ricoperto, anzi: con un sistema di “beole” e griglie sarà di fatto scoperchiabile fino alla prima metà della piazza, in modo da rendere anche più semplice la manutenzione.

Proprio due giorni fa una commissione formata dai tecnici della Regione e del genio civile ha fatto un sopralluogo nell’area insieme agli ingegneri del municipio e alla dirigente comunale Maria Teresa Carosella. Nel piano dei lavori approvati a inizio anno dagli uffici regionali del commissario era già stato previsto un investimento lungo lo Stringaio di circa 2,3 milioni di euro: ora si sa che è in corso di definizione una variante al primo progetto che richiede una spesa aggiuntiva: si parla di circa 500mila euro. Se non ci saranno problemi di finanziamento che tutti scongiurano, l’obiettivo confermato dal direttore dei lavori è di «finire tutto entro i prossimi gennaio o febbraio». —

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