Il Tirreno

Livorno

I turisti delle crociere hanno memoria lunga, vietato standardizzare le emozioni-vacanza

di Mauro Zucchelli
I turisti delle crociere hanno memoria lunga, vietato standardizzare le emozioni-vacanza

ll sistema Livorno-Piombino è vicino alla quota 10. 000 passeggeri: obiettivo per crescere è far funzionare il collegamento con l’aeroporto

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LIVORNO. I turisti non sono né semirimorchi né container. E non tanto perché hanno le gambe: anche alle merci sbarcato da un ro-ro o al contenitore da 20 piedi appena messo sul piazzale da una gru si possono mettere le “gambe” di un camion (o di un locomotore ferroviario) per andare chissà dove. A differenza delle merci però i passeggeri hanno occhi, cervello e cuore: non solo si spostano per andare in un posto ma da quel posto e da quel viaggio conserveranno la memoria che la guiderà nelle scelte successive.

Ecco perché non ha senso guardare al traffico passeggeri semplicemente come una questione puntuale che riguarda il singolo porto: nessun’altra “merce” ha un effetto diffusivo quanto la merce-turista.

Le cifre parlano da sole: il sistema portuale Livorno-Piombino è a un passo dalla soglia-simbolo di dieci milioni di passeggeri fra crociere e traghetti, non esiste in tutta Italia una Authority che raggiunga cifre simili. Anche se è vero che in parte deriva da un “rigonfiamento” statistico: una famiglia in vacanza all’Elba viene contata quando si imbarca a Piombino e quando sbarca in territorio elbano, senza contare che dovrà pure tornare indietro e lo farà passando sempre da lì.

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Quel che conta sapere è, comunque, che quella famiglia non si limita a transitare da una banchina: avrà bisogno di un posto dove dormire, farà tappa in bar, fast food, pub, ristoranti o gelaterie, comprerà il biglietto di un museo, un ricordino per la cognata e il formaggio a un banco del mercato centrale che è così naif...

Basterebbe aprire gli occhi su questo scenario e si intuirebbe quanto i destini della Toscana – compresa quella a cento chilometri dalla costa – possano essere legati a come funziona la portualità sul fronte passeggeri.

Non è però solo per colpa della solita pignoleria degli statistici se il traffico passeggeri è diviso in due metà. Da un lato, chi viaggia in traghetto: sono turisti che vogliono restare il meno possibile in coda all’imbarco e a bordo della nave perché per loro quello è solo il tempo perso nel trasferimento che li porterà al luogo della loro vacanza. Dall’altro, chi arriva a bordo di una love boat: navigazione, porto, sbarco, escursioni, vita di bordo sono tutti ingredienti della medesima “esperienza” , com’è diventato uso dire adesso per mettere l’accento sul vissuto individuale della vacanza anziché sull’impacchettamento del turista in modalità pressoché preconfezionate. Beninteso, come antidoto alla standardizzazione delle emozioni-vacanza, è sempre utile tuffarsi nell’ironia di David Foster Wallace con la sua crociera raccontata in “Una cosa divertente che non farò mai più” (che divertente è stata a metà se in realtà il titolo originale mette davanti all’aggettivo un “supposedly” che vale un “presumibilmente” ).

Le crociere sono solo una fettina del flusso di 100 milioni di presenze che fanno della Toscana la seconda regione turistica del Bel Paese alle spalle del Veneto trainato da Venezia. Ma è una fettina che vale molto: la crociera non è più un prodotto per ricchi (anche se il mercato si sta segmentando e crea nicchie per piccole navi ultrachic) ma ha una capacità di spesa più alta di altre tipologie. Non solo: a dispetto dei pesanti guai delle “primavere arabe” e del Medio Oriente ad altissima tensione le crociere nel Mediterraneo hanno grandi potenzialità di crescita. Resta da capire perché l’alleanza fra porto di Livorno e aeroporto di Pisa stenti a decollare nonostante le parti in causa non erano occasione da dieci anni per rimarcare questa opportunità. Solo pochissimi grandi scali di crociere hanno a meno di 20 km un aeroporto con tale raggio di collegamenti. Farli funzionare in tandem significherebbe poter trasformare Livorno in porto capolinea o comunque di imbarco dei turisti. Pescandoli praticamente in più di mezza Europa, visto che il raggio dei collegamenti del Galilei è già oggi esteso su gran parte del Vecchio Continente. Finora è stata un’ (infinita) chiacchiera da convegno, prima o poi il mercato potrebbe trasformare la zucca in carrozza principesca.
 

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