Il Tirreno

Livorno

Tagli ai medici sulle ambulanze: «Ma il 118 così non funzionerà»

Andrea Rocchi
Tagli ai medici sulle ambulanze: «Ma il 118 così non funzionerà»

Il caso di Livorno: via 3 su 4, in arrivo le automediche. Protesta il sindacato. E l’Ordine accusa: «Riassetto inaccettabile, gli infermieri hanno compiti diversi»

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LIVORNO. Sanità senza pace. L’ultimo caso, che ha fatto infuriare sindacati medici ed allarmato cittadini e sindaci, riguarda l’area livornese dell’Asl Nord Ovest. Si parla del taglio dei medici sulle ambulanze. Una riorganizzazione del 118 già delineata per Livorno ed in fase di “progettazione” per la bassa Val di Cecina e Collesalvetti (anche se qui l’azienda nega interventi imminenti). Un riassetto che la Regione ha già sperimentato in alcune zone, come nell’Area Metropolitana di Firenze e a Empoli, e che preoccupa non poco.

A Livorno, per esempio, si parla di tagli drastici al personale del 118, in particolare per i medici che operano sulle strade: 3 su 4 non saranno più sulle ambulanze. Di fatto in città sarà presente una sola ambulanza con medico a bordo, sulle altre ci saranno infermieri e volontari. In Bassa Val di Cecina si discute della riduzione da due ad un solo medico che sarebbe in servizio all’ospedale di Cecina (quello a Rosignano sarebbe quindi “tagliato”). Ieri l’Asl Nord Ovest ha assicurato che per Cecina Rosignano e Collesalvetti non c’è alcun piano in discussione. E che per Livorno le automediche (mezzi medicalizzati, già sperimentati in Versilia, a Massa e in Lucchesia), garantiranno “la stessa assistenza garantita in pronto soccorso”. Un’organizzazione simile sarebbe allo studio anche per Pisa. Lo Smi (il Sindacato Medici Italiani) denuncia “una riorganizzazione silente”, con protocolli già firmati e delegata ai responsabili delle centrali operative che, malgrado la indiscussa competenza, non avrebberro una visione generale del sistema regionale. Intanto una "ferma opposizione al processo di depotenziamento del sistema 118 della Toscana" e "all'ipotesi di revisione dell'attività intramoenia così come ipotizzata dal presidente della Regione Rossi" viene esprime la Federazione toscana degli Ordini dei medici chirurghi e odontoiatri.

«Quella del 118 toscano – spiega l’Ordine - non può definirsi riorganizzazione e non è in alcun modo accettabile la drastica riduzione del personale medico e la sua sostituzione con personale infermieristico. Pleonastico affermare che se riconosciuta l'esistenza di due professioni, di medico e di infermiere, ciò significa che esse non solo hanno compiti e funzioni diverse ma anche, e soprattutto, non sono tra loro in alcun modo intercambiabili». Quanto all'ipotesi di revisione dell'attivit intramoenia, la federazione si attende dal governatore toscano "maggiore rispetto per i medici”. «Si continua infatti a penalizzare i medici che, in questo momento di scarsità di risorse, ma nel pieno rispetto della Carta Costituzionale, mantengono un Ssn pubblico, equo, solidale ed universale». «La federazione - conclude l’ Ordine - stigmatizza infine il metodo con il quale la Regione Toscana, negli ultimi tempi, gestisce la sanità assumendo decisioni senza il contributo della professione, a discapito della storica tutela della salute dei cittadini toscani».

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