Gioco
Anniversario della strage di Nassiriya, un livornese tra le vittime
Livorno, nell'attentato alla base italiana in Iraq persero la vita ventottoto persone, tra questi diciannove italiani compreso il luogotentente dei carabinieri Enzo Fregosi
LIVORNO. Sono passati 15 anni da quella tragica mattina del 12 novembre 2003: alle 10:40, le 08:40 in Italia, due terroristi a bordo di un’autocisterna carica di esplosivo attaccarono la base Maestrale a Nassiriya, in Iraq. Il quartier generale dei carabinieri era una delle due sedi dell’operazione "Antica Babilonia", la missione di pace italiana avviata il 15 luglio dello stesso anno con la partecipazione di tremila uomini. Il bilancio fu devastante: 19 italiani morti, tra cui dodici carabinieri. Rimasero uccisi due civili, il regista Stefano Rolla che si trovava a Nassiriya per girare un documentario, e Marco Beci, un cooperante internazionale.
Tra le vittime dell'attentato anche il luogotenente livornese Enzo Fegosi, 56 anni, che sarebbe dovuto tornare in Italia tre giorni più tardi. Ad asspettarlo, a Livorno, la moglie Paola e i due figli, Pietro e Allegra. La vedova nel giorno del quindicesimo anniversario è a Roma per partecipare alle commmemorazioni per le vittime nelle missioni di pace.
Scrive il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio inviato al Ministro della Difesa, Elisabetta Trenta: "Rivolgo il mio deferente omaggio a tutti coloro che hanno sacrificato la vita, al servizio dell'Italia e della comunità internazionale. Quindici anni or sono il barbaro attentato di Nassiriya stroncò la vita a diciannove italiani, unitamente ai colleghi iracheni, nell'attentato più grave subito dai nostri contingenti schierati nelle missioni di pacificazione, condotte in tante aree di crisi e contro il terrorismo transnazionale".
E aggiunge:"I militari e civili che, a rischio della propria incolumità, fronteggiano molteplici e diversificate minacce in tante travagliate regioni del mondo, sono l'espressione di un impegno della comunità internazionale che vede il nostro Paese credere fermamente nella necessità di uno sforzo unitario per la sicurezza e la stabilità, per l'affermazione dei diritti dell'uomo. Soltanto una intensa collaborazione tra i popoli - sottolinea il Capo dello Stato - può aiutarci a sconfiggere le tenebre della violenza e a offrire un futuro all'umanità. Con questi sentimenti, rinnovo la vicinanza ai familiari di ciascuno e partecipo al loro dolore".
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
