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Cinque anni fa mi fidai di Nogarin ma il progetto blu in centro è folle
LA LETTERARenato Luparini*Quasi cinque anni fa mi esposi, non solo come privato cittadino ma come segretario comunale del partito che rappresentavo, per sostenere al ballottaggio Filippo Nogarin...
LA LETTERA
Renato Luparini*
Quasi cinque anni fa mi esposi, non solo come privato cittadino ma come segretario comunale del partito che rappresentavo, per sostenere al ballottaggio Filippo Nogarin . Scrissi che «unico interesse era quello dei cittadini ad avere una nuova amministrazione capace di ascoltarli». A distanza di qualche anno ci sono state luci e ombre, ma quello che mi aveva fatto apprezzare la mia scelta era stato la capacità di fare “marcia indietro” sugli stalli blu nella zona D, recependo le sacrosante proteste dei cittadini.
Ora leggo che l’amministrazione ha cambiato nuovamente idea, insistendo per estendere la zona blu anche nella zona E, in prossimità della questura, della prefettura e della sede Inps.
Si tratta di un progetto del tutto folle: è una zona dove già esiste un ampio (e carissimo) parcheggio riservato ai non residenti per esigenze momentanee e dove i parcheggi sono in numero minore dei residenti. Consentire, sia pure a pagamento l’invasione dei posti riservati a qualsiasi altro mezzo rischia di compromettere una situazione già critica.
Le considerazioni dell’assessore sullo scoraggiamento del mezzo privato sono del tutto anacronistiche: non ha senso limitare l’uso del mezzo privato limitando i parcheggi dei residenti, che oltre tutto sono stati assoggettati ad un tassa per poter esercitare un diritto, muoversi da e per casa loro con l’auto che rimane, piaccia o no, un mezzo di trasporto insostituibile.
Una ulteriore considerazione: molti degli edifici del centro furono costruiti nel dopoguerra prima della Legge Tognoli che prevede l’obbligo di garantire per ogni appartamento almeno un posto auto interno privato. Togliere ai residenti del centro la possibilità di parcheggiare sotto casa avrà un effetto immediato: far crollare ancora di più il valore degli immobili e rischiare di trasformare il centro in una zona degradata .
Pur non essendo un sostenitore dei Cinque Stelle, ho apprezzato la loro capacità di ascoltare le persone che un tempo avevano. Ricordo ancora il pienone del comizio di Grillo che segnalò a tutti l’avvio di un cambiamento radicale nella storia politica della città . Ora leggo su Il Tirreno che la conferenza dell’assessore ha totalizzato sei persone, mentre qualcuno (sbagliando) ha manomesso i parcometri. L’assessore annuncia di andare avanti perché «c’è un contratto da rispettare» con la società appaltante. Di contratto però ce ne è anche un altro ed è quello che giorno per giorno gli amministratori stipulano con i cittadini. Correggere un provvedimento sulla base delle risultanze sperimentali e dell’opinione delle persone sarebbe una scelta saggia che renderebbe ragione alla scelta di cambiamento che la città fece cinque anni fa. Tornare al tempo delle scelte ideologiche di assessori che oltre al traffico vogliono regolarci la vita sarebbe una sconfitta. Anche per me e per quelli che come me votarono Nogarin . —
*avvocato (ex segretario Udc)
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