Gioco
Stalli blu: «Trovare posto è una lotteria, o vendiamo la casa o l’auto»
Al Cisternino deserto Vece spiega che la soluzione è la riduzione dei permessi ai residenti. La replica dei pochi cittadini: «Fate invece i parcheggi scambiatori»
LIVORNO. Ci sono sei persone, esclusi i rappresentanti della stampa, sette nel momento di massima affluenza, all’incontro al Cisternino di Città in cui l’assessore Giuseppe Vece e i tecnici comunali illustrano i progetti per gli stalli blu che a breve partiranno nelle zone A, B ed E. Una manciata di cittadini a fronte di oltre duemila contrassegni rilasciati, ma preparati e agguerriti, tanto che non hanno bisogno del microfono per far sentire la loro voce (anche perché la sala è praticamente vuota).
Affermano di aver seguito con attenzione il percorso partecipativo del Comune, e carte alla mano rispondono colpo su colpo alle affermazioni di Vece. «In zona E avete venduto 612 contrassegni ma stabilito solo 340 posti, compresi quelli per carico e scarico» tuona una residente, Elisabetta Frizzi, che poi insiste: «Via Grande è un canyon rumorosissimo, e in via Cogorano non si passa neanche con la bici». E Vece risponde: «Ci penseremo con il Pums». Il Piano urbano della mobilità sostenibile. «Anche da noi i contrassegni sono il doppio dei posti, e mentre voi ci pensate noi prendiamo le multe. E più si gira per cercare il posto più si inquina», ribatte Giovanna Bassi, venuta apposta dalla zona D insieme al marito Giorgio Mannucci, che esclama: «Allora ditemi se devo vendere la casa o la macchina».
[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.17449056:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/cronaca/2018/11/10/news/tutto-il-pentagono-blu-in-arrivo-altri-2-219-posti-1.17449056]]
Ma allora ci sono pochi posti o troppe automobili? Come si fa a salvare capra e cavoli? «L'unica soluzione può essere la riduzione progressiva del numero dei contrassegni fino a raggiungere l’attuale numero degli stalli», sentenzia l’assessore. Il problema a questo punto è trovare il criterio che non lasci nessuno a bocca asciutta, e ai presenti il paradosso certo non sfugge. Anzi, già si aspettano un’altra brutta sorpresa.
«La lotteria dei permessi noi non la vogliamo!» grida ancora Frizzi. Poi: «Dovete garantire un posto per famiglia». Anche perché «ridurre il numero dei tagliandi vuol dire mandar via i residenti. Piuttosto nelle zone con la lettera limitiamo l’accesso ai soli residenti come si fa in tante grandi città», suggerisce Claudio Degrate, che da residente della zona A denuncia la questione del sovraffollamento notturno del quartiere della Venezia: «Dal lunedì al giovedì dopo le 20 i vigili non vengono mai e rispondono che “l’unica pattuglia disponibile” è “sempre impegnata sul luogo di un incidente”. Nel fine settimana invece le multe le fanno eccome».
Un problema comune a tanti livornesi che tornano a casa la sera e – pur avendo pagato la lettera – non trovano posto nella zona di riferimento: «Siamo costretti a parcheggiare lontano o dove non si può, attivate i parcheggi scambiatori come avevate promesso in campagna elettorale e assicurateci i collegamenti», insiste Frizzi. «Con la nuova razionalizzazione adesso in strada passano molti più autobus di prima, il servizio è più efficiente», risponde Vece. «Sì, ma di notte non circolano», ribatte Frizzi.
Nell’acceso dibattito tuttavia una proposta dell’amministrazione incontra il favore dei presenti: la pedonalizzazione di via dei Pescatori, in Venezia, che in questo modo tornerà ad assomigliare alla piazza che fu. E Vece garantisce: «Come succede in via Ricasoli, chi ha il passo carrabile lì potrà entrare e uscire da casa senza problemi».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
