Toscana
Niente ticket per la sosta Sabotati con la schiuma i parcometri sugli scali
Prese di mira almeno otto macchinette dei parcheggi nell’area del Mercato Vandalismo o protesta contro gli stalli blu? La Tirrenica sporge denuncia
LIVORNO
Di prima mattina c’è anche chi, a colpi di moneta, prova a farsi spazio nella schiuma solidificata per ottenere lo stesso il biglietto. Un’automobilista con un euro in mano fa qualche prova, poi si guarda intorno: «Ma è sporca o rotta?». «No signora, è vandalizzata», le risponde un quarantenne tutto trafelato mentre corre verso la sua auto: «Non perda tempo a cercare un’altra macchinetta perché sono tutte così. Vorrei sapere chi è stato. Io intanto parcheggio senza pagare, speriamo che almeno non ci facciano la multa». Siamo sugli scali degli Olandesi, a pochi metri dalla facciata arancione della scuola Benci. Il parcometro che gli automobilisti di turno si trovano davanti sembra uscito direttamente da una vasca da bagno, con la schiuma solidificata, effetto gomma, che viene fuori dalle fessure dove si dovrebbero inserire le monete. E basta spostarsi di qualche metro in avanti o dall’altra parte del fosso per accorgersi che le macchinette targate Tirrenica mobilità sono tutte, o quasi, così.
I parcometri delle strisce blu che si affacciano sugli scali, in zona Mercato, sono stati infatti vandalizzati: sono almeno otto le macchinette danneggiate, stando alla ricostruzione della società pisana che gestisce i parcheggi, che ieri ha poi deciso di sporgere denuncia.
Scali degli Olandesi, scali Saffi, scali Bettarini, via del Fante: chi ieri mattina ha raggiunto le strisce blu lungo i fossi, nel cuore del Pentagono, ha trovato le fessure delle macchinette piene di una sostanza biancastra, simile al poliuretano: spinta all’interno o sgretolata sui marciapiedi.
Tra i venditori senegalesi della zona c’è chi racconta di avere visto alcune persone muoversi in fretta tra un parcometro e l’altro mercoledì pomeriggio. Dalla Tirrenica riferiscono invece che – stando alle segnalazioni degli automobilisti e ai dati registrati dalle stesse macchinette – è probabile che gli apparecchi siano stati danneggiati nella notte o al massimo mercoledì sera.
«In mattinata siamo riusciti a ripristinare il servizio, ma sono rammaricato, non è bello, un gesto come questo non può che fare dispiacere, anche noi siamo lì a lavorare», dice il presidente della Tirrenica mobilità, Gabriele Vannucci, che ieri ha raggiunto il comando di polizia municipale per sporgere denuncia insieme ai rappresentanti dell’ufficio mobilità del Comune: «Abbiamo sporto denuncia contro ignoti, ma in quella zona ci sono tante telecamere di videosorveglianza che potrebbero aver ripreso tutto. Ma questo è il lavoro delle forze dell’ordine». Per ora non c’è una stima precisa dei danni: gli addetti della società hanno cambiato alcuni pezzi, «capiremo nelle prossime ore se reggeranno».
«Il danno – riprende il presidente – in questo caso è comunque doppio: oltre al danno alle macchinette, ci sono i mancati introiti sia per noi che per le casse del Comune. Senza contare il disagio creato gli utenti che per qualche ora sono stati in difficoltà a pagare in quella zona».
Una zona, quelle del Pentagono e più in generale del centro, che nelle ultime settimane è finita più volte sotto i riflettori per i parcheggi a pagamento: perché se è vero che lungo gli scali le soste sono blu da anni, è vero anche che la trasformazione degli stalli da bianchi a blu in tutta l’area ha portato a una sforbiciata di posti auto soprattutto per i residenti. Che insieme ai commercianti si sono fatti sentire a più ripresi, ma in ben altro modo: con raccolte di firme, lettere o proteste sotto alle finestre del municipio.
Vannucci vuole quindi tenere distinti i due piani: «In queste settimane c’è stata la volontà dell’amministrazione e della società di trovare soluzioni alternative di fronte alle rimostranze. Un esempio è proprio sugli scali Saffi, dove una parte dei posti a pagamento è diventata gratuita per i residenti, o in via San Francesco. C’è la volontà di tutti, ognuno facendo chiaramente la propria parte, di trovare soluzioni. Questi gesti, invece, non servono a nulla. Sono gesti di vandali, che non attribuiamo certo a chi protesta. Anche perché azioni come queste non giovano a nessuno».
JUNA GOTI
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