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Senso di comunità in festival 2 giorni di incontri e spettacoli

Flavio Lombardi
Senso di comunità in festival 2 giorni di incontri e spettacoli

“Generatività”: associazioni e terzo settore uniti al Museo di Storia Naturale «Desiderio di stare insieme e fare di più: un progetto nato dopo l’alluvione» 

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LIVORNO

E’ il festival della Generatività, si terrà il 15 e 16 novembre al Museo di Storia Naturale del Mediterraneo, per una due giorni nella quale, attraverso incontri, laboratori e spettacoli si coglierà occasione per una riflessione sul significato odierno di far parte di una comunità e prendersi cura delle persone più deboli e svantaggiate.

A presentarlo, suor Raffaella Spiezio della Caritas di Livorno, che ha poi dato spazio agli altri protagonisti del tavolo, tutti rappresentanti delle altre realtà del territorio (Fondazione Livorno, Arci, SVS, Misericordia di Montenero e Associazione Jonas) che hanno dato vita al progetto Livorno Generativa, circa un anno fa, subito dopo il post alluvione.

Ad accomunarle, il bisogno di un cambiamento culturale nel modo di pensare e praticare la solidarietà, scoprendo che la nostra città ha circa 300 associazioni di volontariato che, unite, per il prossimo possono fare di più e meglio. Le due giornate vivranno anche momenti artistici (un monologo sulle migrazioni a cura di Arci e un preludio musicale dell’Ensemble Bacchelli), prevede 4 Lectio Magistralis condotte da profili di assoluto valore, quali Stefania Guerri Lisi, Adriano Fabris, Mauro Magatti e Vito Mancuso.

Non mancheranno confronto e partecipazione con i workshop e, il venerdì 16 novembre la discussione dedicata alle associazioni e realtà del terzo settore livornese che inizierà partendo dal riferimento dato dal percorso di ascolto svolto dagli organizzatori dell’evento, rivolgendo lo sguardo al futuro della nostra città.

Da non dimenticare “Il martirio di Monsignor Romero”, alle 21 ai Quattro Mori, spettacolo che Eleonora Zacchi ha tratto da un testo del drammaturgo costaricano Samuel Rovinski, nel quale si racconta l’impegno del’arcivescovo oppositore del regime militare, assassinato durante una messa e proclamato Santo lo scorso 14 ottobre.

E’ il fiore all’occhiello delle celebrazioni promosse dalla Caritas, per la Giornata Mondiale dei Poveri 2018, in calendario il 18 novembre. «L’incipit del desiderio di stare insieme nasce dopo l’alluvione », dice suor Raffaella. Per Leonardo Apolloni, assessore al sociale «La compartecipazione del Comune è anche di idee, seguendo un modello diverso rispetto all’assistenzialismo. Trovare simili soluzioni, ci dà conforto. Disponibilità massima per restituire dignità alle persone». Gianni Giannone, in rappresentanza di Fondazione Livorno, è sintetico: «Abbiamo creduto sin dall’inizio in questo progetto e non mancherà, anche in solido, la nostra presenza». All’unisono, Marco Solimano (Arci), Elena Del Corso (Misericordia Montenero), Marida Bolognesi (SVS). «Occasione di stimolo per le nostre comunità, ci potremo dare nuove forme di natura relazionale, sociale, economica, utilizzando strumenti creativi. Ogni associazione che fa qualcosa è generativa, ciascuno di noi può dare un suo contributo. Abbiamo fatto tante cose già insieme, ma questo è uno step che ha una marcia in più». —

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