Gioco
Protezione civile, servono mesi «Intanto si voti il piano Gonnelli»
Mentre il Comune sta valutando le offerte tecniche per assegnare la revisione “Futuro” presenta un atto per chiedere di partire almeno con le carte già pronte
LIVORNO
«La città ha un piano di protezione civile scaduto da tempo. Un piano che ha già mostrato tutte le sue criticità. L’amministrazione comunale ha deciso di fare un bando per affidarne la revisione, ma dal momento che una volta assegnata la gara ci vorrà almeno un altro anno prima di averlo (senza contare gli ulteriori mesi necessari per approvarlo), chiediamo che intanto il consiglio comunale adotti almeno il piano di protezione civile che era stato predisposto dal dirigente Leonardo Gonnelli e che era già passato dalla giunta...». Queste parole sono della consigliera Giovanna Cepparello, che insieme al collega di Futuro Andrea Raspanti ha presentato un atto di indirizzo per chiedere a sindaco, assessori e presidente dell’assemblea di Palazzo Civico di non aspettare oltre e di portare al voto in consiglio comunale il cosiddetto piano Gonnelli.
L’atto di indirizzo di Futuro avrebbe dovuto essere discusso dalle forze politiche il 31 ottobre scorso. Ma sul filo delle 20 e dopo un lungo dibattito su altri temi, era stato lo stesso sindaco a chiedere ai consiglieri di rimandare tutto alla prossima seduta: soprattutto perché, aveva fatto sapere in quell’occasione Filippo Nogarin, «la prossima settimana saranno aperte le buste».
Il riferimento è al bando voluto a maggio dalla giunta per affidare all’esterno la revisione del piano di protezione civile. A margine della seduta è stato il segretario generale Alberto Bignone a fare il punto: la gara da 70mila euro è stata pubblicata il 10 agosto scorso, a fine settembre sono state aperte le buste e sono state ammesse sette imprese. «Attualmente – come si legge anche nell’ultimo rapporto redatto dal comandante della protezione civile, Riccardo Pucciarelli – la commissione sta ancora lavorando, in seduta riservata, per la valutazione delle offerte tecniche». Finita questa valutazione, ha spiegato anche ieri il segretario generale, potranno essere aperte le buste con le offerte economiche e assegnata la gara. Ma a quel punto il vincitore avrà un altro anno di tempo per fare il suo lavoro.
Il passaggio, come si può ben capire, è delicatissimo. Perché la ferita dell’alluvione del 10 settembre 2017, che ha causato la morte di nove persone, fa ancora male, mentre la città è ancora senza il nuovo piano di protezione civile (e quello che c’è è scaduto da anni).
Cepparello e Raspanti, nel loro atto, ricordano così che nel novembre del 2016 la giunta aveva “apprezzato” il nuovo piano Gonnelli, che era stato poi inserito all’ordine del giorno del consiglio comunale, senza però mai arrivare in discussione. Quello che è accaduto pochi mesi dopo, con la tragica alluvione che ha messo in ginocchio la città, ha rimescolato tutte le carte. L’amministrazione ha deciso per una ulteriore revisione del piano e dopo una ipotesi di percorso interno, a maggio ha definitivamente deciso di affidare tutto a soggetti esterni, arrivando così al bando di agosto.
Considerato, si legge nell’atto di Futuro, «che il bando prevede ben due anni per la redazione del piano in questione, con un importo a base d’asta peraltro molto limitato», che «la mancata approvazione di un piano di protezione civile aggiornato ha fino a questo momento impedito di fatto l’informazione, la sensibilizzazione e il coinvolgimento dei cittadini» creando «una situazione di incertezza e di fragilità in una città già colpita duramente dall’alluvione del 2017», si chiede di portare al voto in consiglio la delibera 18 (il piano Gonnelli)«nelle more della conclusione del percorso per la revisione e l’adeguamento del piano». —
JUNA GOTI
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