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Il chirurgo livornese che installa le protesi ortopediche col navigatore Gps

Luca Signorini
Il chirurgo livornese che installa le protesi ortopediche col navigatore Gps

Primo intervento in Toscana con questa tecnica innovativa per mano del professor Stefano Giannotti, primario a Siena

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LIVORNO

La sperimentazione su cadavere è iniziata a settembre. Lunedì 29 ottobre il primo intervento in Toscana, il secondo in Italia. «Il policlinico di Modena ci ha preceduto di tre giorni», si schernisce il professor Stefano Giannotti, livornese, direttore della Scuola di Specializzazione in Ortopedia e Traumatologia e primario di Ortopedia all'Azienda ospedaliero universitaria di Siena. Resta il fatto, l'innovazione: l'applicazione della protesi alla spalla con l'ausilio di un navigatore Gps.

In sala operatoria il professore guarda il monitor e non l'arto. Più che sanitari, i termini sono informatici: c'è la possibilità di customizzare la protesi, cioè adattarla al paziente, personalizzarla, declinarla alle esigenze della deformazione ossea. Due i momenti della programmazione, visto il contesto, con questa tecnica innovativa: la fase pre-operatoria e operatoria.

«Nella prima fase, attraverso uno studio Tac, un particolare software ci permette l'analisi in 3D della spalla», spiega Giannotti, 57 anni, che a Livorno era tornato da medico, dopo la laurea, all'ospedale militare di viale Carducci e poi per anni ha lavorato a Cisanello. «In questo modo - spiega - possiamo ricostruire su computer la scatola e l'omero, e la parte più complicata della glena, un osso minuscolo e difficile da gestire. Possiamo aggiustare le deformità ossee nell'artrosi e mettere in posizione corretta la glena per l'applicazione della protesi».

Un viaggio in remoto nel corpo umano, seduti di fronte a un computer con mappe e percorsi, punto A e punto B. Prosegue il professore livornese, col suo accento di scoglio che non ha mai perso: «A questo punto salviamo il caso specifico in una pennina Usb, che portiamo in sala operatoria. Qui, con il paziente anestetizzato, applichiamo due stazioni Gps che consentono la navigazione satellitare, che io guido con una sorta di telecomando: il primo sensore, di fronte alla spalla del paziente, è attaccato all'osso ma si trova all'esterno, il secondo lo applico con delle viti al caracoide della scapola, attraverso il taglio fatto per l'intervento».

Dunque il chirurgo fissa lo schermo e inizia ad operare. «Per portare a termine correttamente tutte le fasi è necessaria una buona esperienza artroscopica (l'artroscopio è uno strumento che visualizza, attraverso una piccola incisione, un'articolazione, ndr): un chirurgo abituato a lavorare guardando uno schermo è molto avvantaggiato». E Giannotti - che opera dal 1998 - è tra i massimi esperti in Toscana e in Italia in questo campo. Diversi i vantaggi della protesi inversa applicata con il Gps, utilizzata soprattutto su pazienti Over 60 con problemi di artrosi o mancanza di tendini per usura. Afferma il medico: «Il miglior posizionamento della componente glenoidea, che con la ricostruzione in Tac 2D potevamo vedere solo frontalmente senza avere la piena completezza dei difetti ossei, permette infatti un'ottimizzazione nel fissaggio delle viti della protesi, che possono essere applicate di una lunghezza maggiore al normale, dai 25-30 millimetri di prima, ai 38-40 millimetri con questa tecnologia. Il risultato è la maggiore stabilità dell'impianto e una sua maggiore sopravvivenza nel tempo, fino a 25 anni». Senza dimenticare che una protesi “disegnata” su misura si adatta esattamente alle esigenze ossee specifiche che presenta ogni singolo paziente.

Un intervento simile, con la navigazione satellitare, diventerà routine per l'applicazione delle protesi alla spalla. La tecnica è già diffusa nella protesica di anca e di ginocchio, operazioni che presentano meno difficoltà per la grandezza delle ossa e la possibilità di “cementificare” l'impianto applicato (senza cioè la necessità di utilizzare le viti per il fissaggio). La Toscana con il professor Giannotti è arrivata seconda in Italia... per appena 3 giorni. —

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