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Diplomata al Vespucci, prende una doppia laurea in Cina: la storia di Sara Lenza
Livorno, dopo le superiori in città ha frequentato mediazione linguistica a Siena: ora la sua avventura universitaria all’ombra del Dragone
LIVORNO. Faceva parte della prima classe che si è diplomata due anni fa del corso “Relazioni internazionali per il marketing”, in cui la lingua cinese è curricolare insieme all’inglese e allo spagnolo, ed ora sta studiando presso l’Università Nankai di Tianjin. Si chiama Sara Lenza, giovane studentessa livornese diplomata all’IIS Vespucci-Colombo che ha deciso di vivere due anni in Cina per conseguire una titolo di studio che vale doppio.
Ma cosa ha spinto questa ragazza così caparbia a scegliere di vivere un’esperienza così forte? A raccontarlo ci pensa lei stessa.
«Frequentando la facoltà di mediazione linguistica presso l’ateneo di Siena ho avuto la possibilità di accedere a un programma di mobilità di doppia laurea, che mi ha permesso di fare i primi due anni alla mia facoltà – quindi a Siena – e i successivi due proprio a Tianjin. In Italia si consegue il titolo alla fine del terzo anno, in Cina questo accade l’anno successivo; poi dovrò dare tre esami, fare il tirocinio e scrivere la tesi per conseguire la laurea cinese. Nel frattempo Siena considera validato il primo anno di magistrale, quindi dovrò dare ancora tre esami, fare il tirocinio e poi scrivere la tesi per ottenere anche quella italiana.
«Era un’occasione unica che non potevo farmi scappare, anche perché i posti riservati sono relativamente pochi.
«Le lezioni sono tutte in lingua cinese, per un livello richiesto HSK 4,e gli esami da sostenere sono sulla lingua e cultura cinese.
«La città di Tianjin è enorme, ma più vivibile rispetto a Pechino o Shangay. Ha parti interessanti sia da un punto di vista artistico, perché antiche ed anche caratteristiche, sia perché essendo una realtà portuale mi è familiare. Infatti è un importantissimo porto commerciale, considerata il porto di Pechino per la sua vicinanza, ma anche ricca di cultura; in particolare la colonizzazione occidentale che ha caratterizzato la sua storia ha lasciato profondi segni nell’architettura. In più oggi ha più grande biblioteca del mondo, celebrata anche dal mensile Time, fra i cento luoghi più visitati al mondo nel 2017.
«Io abito nel campus universitario, insieme ad altri italiani, (dall’università di Siena siamo partiti in tre e qui abbiamo trovato altri quattro ragazzi provenienti dalla Orientale di Napoli e due da Ca’ Foscari di Venezia, che però restano solo per un semestre) ma ho stretto amicizia sia con studenti europei che orientali.
«E per strada i cinesi, soprattutto bambini, mi guardano meravigliati. Spesso mi capita di fare delle foto con loro, perché per loro la presenza di un occidentale è una cosa esotica e strana». —
M.S.
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