Il Tirreno

Livorno

Rubano il bancomat a un malato e ci fanno 500 euro di shopping

Giulio Corsi
Ennio Succi in ospedale insieme agli amici Elio Cerrai e Nedo Di Batte
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Ennio Succi in ospedale insieme agli amici Elio Cerrai e Nedo Di Batte

Furto in ospedale, la vittima è l’ex calciatore e allenatore Ennio Succi. Con la sua pensione i ladri hanno fatto spese al supermercato e pieni di benzina

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LIVORNO. Hanno rubato il bancomat ad un anziano malato. Hanno approfittato di un momento in cui lui si trovava in bagno o forse di notte, mentre stava dormendo. Hanno frugato nel suo armadietto, in una camera del 2° padiglione, hanno trovato il portafogli, hanno preso la tesserina, hanno buttato il borsello in mezzo ai panni sporchi e sono spariti. Poi per quattro giorni hanno fatto shopping con la pensione di quell’uomo inerme: la spesa alla Conad, il pieno di benzina, acquisti in negozi del centro. 506 euro dal primo novembre fino a ieri, quando quel poveretto si è accorto che dal portafoglio mancava qualcosa.

La vittima di delinquenti senza cuore è uno degli sportivi più conosciuti in città: Ennio Succi, 85 anni, uno che per oltre mezzo secolo ha fatto calcio, vestendo la maglia delle giovanili amaranto insieme a Picchi e Balleri e calcando i campi di mezza Italia come allenatore. Da qualche giorno è ricoverato nel reparto di Medicina dell’ospedale. È ancora grintoso, combattivo, nonostante la salute non sia al top. Ieri pomeriggio, poco prima che arrivasse l’esonero di Lucarelli, agli amici Nedo Di Batte, Elio Cerrai e Sandro Lulli confidava: «Sono da sempre un sostenitore di Spinelli, spero che dia fiducia a Cristiano, ci farà salvare, è bravo, preparato». E poi giù con i ricordi e gli aneddoti: «Sono sempre stato amico anche degli arbitri, Tani, Bergamo, Ceccarini. Nella famosa Juve-Inter del 1998 io c’ero. Ero a bordo campo. Fui io a far squalificare Zamorano per il caos del dopo-partita quando Ceccarini fu circondato e assalito dai nerazzurri. Piero mi chiese se avevo visto, gli raccontai tutto quel che era accaduto alle sue spalle».

Era stato l’amico Di Batte, lunedì sera, ad aiutare Ennio Succi a ritrovare il portafogli: «Come ogni giorno ero a trovarlo in ospedale - racconta il noto commerciante e presidente del club amaranto Campanile -. Ennio mi aveva chiesto di ritirargli la pensione usando il bancomat che era nel portafogli posto nel ripiano alto dell’armadietto. Ma il portafogli non si trova: dopo averlo cercato a lungo è comparso tra i panni sporchi. Quando Ennio l’ha aperto mancava il bancomat. E così ieri mattina Elio Cerrai è andato alla filiale di Antignano della Cassa di Risparmi per denunciare la scomparsa del bancomat e il responsabile Alberto Dal Canto, anche lui amico di Ennio, ha scoperto che erano stati spesi 506 euro».

Come il ladro sia riuscito ad utilizzare il bancomat non è chiaro: Succi teneva infatti il Pin scritto nel cellulare. «Non lo so - ripeteva ieri -, ma sono avvilito, non mi capacito».

«Ora ci penseremo noi amici e conoscenti a ridare i 500 euro della pensione a Ennio», aggiungeva Sandro Lulli con un altro amico, Bruno Bartolozzi. Intanto Succi ha fatto denuncia al posto fisso di polizia dell’ospedale. —
 

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