Il Tirreno

Livorno

Bronzi ossidati e lapidi illeggibili, il Monumento ai Caduti è dimenticato

Roberto Riu
Bronzi ossidati e lapidi illeggibili, il Monumento ai Caduti è dimenticato

Livorno, in piazza Magenta la Vittoria Alata è annerita da anni di incuria, intorno cavi elettrici e ruggine

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LIVORNO. Bronzi ossidati, lapidi quasi illeggibili, cavi elettrici che passano sui prati intorno ai marmi sporchi: si è trasformato in un piccolo angolo di degrado il Monumento ai Caduti che dal 1924 campeggia in piazza della Vittoria, che per i livornesi da sempre è piazza Magenta. Ieri, nei cento anni dalla fine della Grande Guerra, come ogni 4 novembre sono state poste due corone d'alloro per celebrare la festa delle Forze armate e ricordare quel giorno sancito dal celebre “Bollettino della vittoria” firmato dal generale Armando Diaz.

Ma nessuno, chissà da quanto, ha pensato che la statua marmorea raffigurante la vittoria alata avesse necessità di essere curata, come il nostro piccolo altare della Patria. Oggi quella statua si presenta annerita, soprattutto nella faccia e sotto le ali, mentre per fortuna il basamento dell'intero complesso monumentale risulta abbastanza integro e le iscrizioni bronzee situate sulle facciate non recano colature di ossido. Era il 2012 quando sul nostro giornale alcuni cittadini denunciarono l'imbrattamento dei marmi da parte di vandali e allora l’amministrazione provvide alla sistemazione del monumento. Ma da quel giorno poco altro deve essere stato fatto: non a caso appare interamente ricoperta da una patina verdastra di ossido l'effige bronzea raffigurante tre guerrieri nell'atto di giurare con le spade sguainate rivolte verso il cielo.

E non se la passa troppo bene neppure il supporto della lampada votiva formato da tre aquile con le ali spiegate, anch'esso fuso “nel bronzo tolto al nemico”. Da quando fu innalzato nel 1924, il complesso monumentale di piazza Magenta è cambiato: sono state in seguito aggiunte tre lapidi commemorative. Una risale al 4 novembre 1944 ed è dedicata ai partigiani, l'altra reca la data del 4 aprile 1948 e fu posta dai garibaldini livornesi in memoria dei combattenti in Spagna contro i franchisti, mentre la terza, collocata dall'Unms nel 1982 sul lato mare, ricorda i caduti per causa di servizio.

Delle tre lapidi soprattutto le prime due, situate in basso, dinanzi alla parte frontale del monumento, appaiono assai degradate tanto da risultare leggibili con parecchia difficoltà, mentre quella più recente è annerita nella parte superiore e con la formella bronzea piuttosto ossidata. Ma il senso d’abbandono che desta un passaggio attento davanti al Monumento ai Caduti si intensifica guardando alla recinzione, a cui una ripulitura degli elementi in pietra non farebbe male. Ciò che inevitabilmente salta all'occhio sono i cavi di alimentazione dei fari situati ai margini dell'aiuola e destinati ad illuminare il complesso commemorativo di notte.

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