Gioco
Paola&Paolo scommettono sui giornali
Primo giorno da edicolanti per Di Dato e Vivaldi: «Abbiamo detto basta al precariato per lanciarci in un nuovo progetto»
LIVORNO. Per rilevare la loro nuova edicola in Piazza Grande (la 29, lato farmacia comunale) hanno messo su una società, la “Megaditta”, che evoca evidentemente il mondo del ragionier Fantozzi Ugo. Il che la dice lunga sulla personalità e lo spirito che anima una coppia di amici cinquantenni, Paola Di Dato e Paolo Vivaldi, livornesissimi, che hanno deciso di mollare una volta per tutte il precariato, scusate l’ossimoro, e imbarcarsi in un’avventura certo non facile che però li riempie già di orgoglio e soddisfazione. Un investimento impegnativo coperto con i risparmi che avevano da parte.
E’ sabato, il giorno dell’esordio. La mattinata è andata benissimo, dicono, e Paola sta già rassettando con la scopa in mano il piccolo accesso all’edicola, mentre Paolo è seduto in postazione con il cappellino amaranto del Livorno in testa che serve un cliente. Niente li spaventa. “L’Idea? Dopo l’ennesimo contratto a tempo - spiega Paolo - scaduto, mi è venuta all’orecchio la voce che Simone Luti cedeva l’edicola, così ho contattato Paola e ci abbiamo provato. E ora eccoci qui”. Paola annuisce. Un anno fa, tanto per dirne una, si è inventata un lavoro pret à porter, pronto all’uso, e ha creato la formula “segretaria su misura” lavorando in diversi uffici e fatturando poi ai diversi clienti. «Da quell’idea su questo chiosco nascerà un progetto che per ora è segreto», aggiunge Paola che non vuole rivelare altro, virando il discorso: «Il fatto di essere in centro, vivere e lavorare nel cuore della nostra città, stare in mezzo a quello che succede è importante per noi. E poi Simone che ci ha affiancato in un mese di “tirocinio” e ci ha fatto proprio affezionare al mestiere». Lo stesso vale per Paolo che ha sempre lavorato in fabbrica e in zona industriale e quindi apprezza moltissimo il fatto di aver cambiato radicalmente scenario. «Sono veramente rinato solo a esser tornato in città. E lavorare senza dover indossare le scarpe antinfortunistiche è un sogno». L’edicola è storica, in pratica è qui da sempre, ci tiene a sottolineare Paola. E’ un punto di riferimento per passanti e turisti da sfruttare bene. «Ci tocca dare un sacco di informazioni», scherza Paolo». Per questo una vetrina intera sarà dedicata a guide turistiche e a tutto ciò che riguarda il turismo, fino ai souvenir particolari (“non le solite patacche”, precisa Paola). Entrambi poi se la cavano bene con l’inglese e si incastrano alla perfezione: Paolo parla anche lo spagnolo, mentre Paola il francese. «Abbiamo visto tante persone che leggono e che tornano a leggere e per questo diamo molta importanza ai libri: faremo una nicchietta privilegiando le piccole case editrici». E poi sulla scorta dell’iniziativa ventilata dal Comune sposano l'eventuale servizio anagrafe con i pagamenti delle bollette, escludendo rigorosamente le scommesse: «Siamo etici noi». Poi c’è da scegliere il logo aziendale: «Siamo indecisi, sono tutti bellissimi quelli che ci ha proposto Roberta Bancale».
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