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Ma l’Asl permette che le sale siano occupate dalla libera professione
L’INTERVENTOMassimo FerrucciIl dato che emerge dall’inchiesta del Tirreno sulla lista di attesa per interventi chirurgici è la fiducia riposta dai cittadini livornesi sulla struttura e sui...
L’INTERVENTO
Massimo Ferrucci
Il dato che emerge dall’inchiesta del Tirreno sulla lista di attesa per interventi chirurgici è la fiducia riposta dai cittadini livornesi sulla struttura e sui professionisti dell’Ospedale. Il numero dei cittadini in attesa di essere operati è cresciuto ma a fronte della limitazione/negazione di un diritto non è stata adottata nessuna soluzione. Tutto ciò, paradossale e pericoloso, è da attribuire alle scelte in termini di investimenti della direzione Asl e ad una evidente incapacità organizzativa. La direzione ha privilegiato il settore privato non investendo sul personale e sulle proprie strutture. Qual è il criterio di assegnazione del personale tra gli ospedali e le varie strutture della Usl? Basandoci sui dati oggettivi sarebbe indispensabile un potenziamento dell’organico della sala operatoria di Livorno. Ritieniamo indispensabile una maggiore utilizzazione delle sale operatorie e ciò è possibile se l’organico dei medici è adeguato e se il personale infermieristico e Oss è in numero sufficiente. La programmazione delle attività significa dare le risorse necessarie per poterle svolgere ed in questo la direzione aziendale ha fallito. I medici neo assunti ci risultano anestesisti mentre si ravvisano carenze nell’organico di varie unità operative come Ortopedia anche nel confronto con altri ospedali dell’Asl.
Ci risulta che le sale operatorie siano tutte impegnate al mattino e di solito al pomeriggio per il prolungamento degli interventi del mattino e cessano le attività nel primo pomeriggio mentre in passato la loro utilizzazione era molto superiore. Quale relazione esiste tra il legittimo esercizio delle attività libero professionali del personale medico e l’utilizzo della struttura pubblica? In proposito ci interroghiamo sui criteri e le modalità applicative della normativa sull’esercizio della libera professione e se non è stato valutato un necessario riequilibrio, da parte della direzione aziendale, tra i volumi di attività libero professionali e quelli istituzionali sulla base della vigente legislazione; ciò con l’obiettivo di utilizzare tutte le potenzialità della struttura pubblica e fornire risposte maggiori ai cittadini diminuendo i tempi di attesa e senza essere costretti al pagamento delle prestazioni o migrare altrove per soddisfare il proprio diritto.
Il tema dell’esercizio delle attività libero professionali per il blocco operatorio di Livorno era stato oggetto di un accordo con la direzione ma l’intesa non è stata mai applicata. L’attività libero professionale doveva essere svolta in un giorno dedicato, di regola il sabato, al di fuori del lavoro ordinario e con personale infermieristico impegnato su base volontaria. Al contrario si continua a perseverare nella procedura di inserire gli interventi in libera professione durante le sedute ordinarie occupando gli spazi di una sala e impegnando operatori in interventi che possono svolgersi con le modalità concordate e nei giorni di un loro minore utilizzo. È chiara l’incapacità di organizzare il servizio delle sale dell’Ospedale. Ecco l’ipotesi di spostare alcune attività verso altri ospedali.
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