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In piazza tra i cori antifascisti «Fuorilegge, via da Livorno»
LIVORNOCantano “fuori la Lega da Livorno”. Fuori. È questa la parola che si ripete di più tra i manifestanti che si sono dati appuntamento in piazza Cavour. «Lega fuorilegge» si legge anche sullo...
LIVORNO
Cantano “fuori la Lega da Livorno”. Fuori. È questa la parola che si ripete di più tra i manifestanti che si sono dati appuntamento in piazza Cavour. «Lega fuorilegge» si legge anche sullo striscione davanti alla nuova sede del partito di Salvini, al di là del cordone delle forze dell’ordine. Stessa scritta che in mattinata è comparsa sulla facciata del palazzo al civico 12 e che poi è stata cancellata. A metà pomeriggio intorno alla statua si radunano almeno duecento persone, che salgono a trecento quando sta per arrivare la commissaria della Lega: partiti di sinistra, rete antifascista, area antagonista, giovani. Non manca qualche momento di tensione, quando la polizia tira fuori un “intruso” dal palazzo, o quando all’offesa gridata dalla piazza un militante arrivato da Lucca risponde con il dito medio. Ma alla fine nessuno scontro.
«Fascisti», gridano i manifestanti». «L’atteggiamento fascista è il loro, qualche facinoroso non ci fermerà», controbattono i leghisti.
Tra gli organizzatori della manifestazione c’è Adam Klai: «La Lega è fuorilegge, sì. Parlo anche da immigrato, vorrei chiedere se siamo davvero noi il pericolo...». Vicino a lui c’è Giovanni Ceraolo, di Asia, che fa notare che in piazza ci sono anche molte famiglie dei palazzi occupati e dice no alla nuova sede: «Il consenso è una cosa, l’agibilità politica è un altra. Questo è un partito che semina intolleranza, perché dovremmo accettare questo atteggiamento? Se fanno paura per le amministrative? Alla fine noi siamo centinaia e i leghisti sono sempre quattro gatti».
Di tono diverso le parole del segretario del Prc, Francesco Renda. «Noi non siamo qui per dire che Lega non può aprire una sede a Livorno. Siamo qui a testimoniare l’anima antifascista, antirazzista di Livorno. L’importante è che questa piazza resti bella così com’è: non è nostra intenzione regalare spazio politico alla Lega più di quello che si merita». E guardando verso il 2019: «Sono convinto che la Lega a Livorno riuscirà a fare un ottimo risultato. Ma se a sinistra riusciremo a toglierle il terreno da sotto i piedi, cercando di incentrare le proposte politiche sul lavoro che non c’è, su come ridare ruolo e vita a questa città, sulla sua reindustrializzazione, su un nuovo piano del traffico e della sanità, riusciremo a far sì che non prenda di più...». —
J.G.
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