Gioco
"Sollevati di peso dai poliziotti per impedirci di protestare"
I lavoratori del Panificio Toscano: "Chi filmava la scena è stato aggredito"
LIVORNO. «Ci eravamo seduti sui marciapiedi per protestare e impedire che i camion entrassero e uscissero dal Panificio Toscano. Pensavamo che le istituzioni ci tutelassero davanti ad un’azienda che ha sostituito i lavoratori in sciopero richiamandone altri che non erano di turno e violando i più elementari diritti sindacali. E invece i poliziotti ci hanno sollevato di peso e ci hanno spostato con la forza. Non solo: i lavoratori e i sindacalisti che avevano ripreso con i telefonini ciò che stava accadendo sono stati aggrediti da alcuni agenti in borghese. Io sono stato colpito ad un braccio, mentre riprendevo alcuni appartenenti alle forze dell’ordine che cercavano di togliere il cellulare ad un ragazzo. Il mio telefono è volato a terra. L’ha raccolto un altro poliziotto, ma non mi è stato ridato. Allora ho chiesto che redigessero un verbale di sequestro e dopo poco, magicamente, è riapparso, completamente distrutto». Il racconto di Luca Toscano, sindacalista del SiCobas, è un’accusa pesante alle forze dell’ordine che giovedì sera sono intervenute in via Torino, a Collesalvetti, dove stava andando in scena l’ennesima protesta dei lavoratori del panificio.
A supportare una parte delle sue parole ci sono anche alcuni video - che pubblichiamo sul Tirreno.it - che mostrano come alcuni poliziotti abbiano sollevato i manifestanti, tra cui diverse donne, prendendole per le gambe e per le braccia e spostandole. «Hanno provato a toglierci i telefoni, uno di noi nella calca è riuscito a passare il telefono a un altra persona e a nasconderlo. Io che riprendevo la scena sono stato colpito da un cazzotto. Si vedono anche i poliziotti che si mettono davanti alla telecamera per impedire le riprese e in un video un telefono che viene tolto e calpestato. Nella confusione sono volati anche cazzotti dalla Digos».
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I circa trenta lavoratori e sindacalisti di base che hanno preso parte alla protesta sono stati identificati. «Non ci stupirebbe se arrivassero delle denunce contro di noi - commenta Toscano -. Ormai è chiara la linea che è stata scelta su come gestire questa storia dalle prefetture di Livorno e Prato, una linea permissiva davanti al mancato rispetto delle regole da parte del panificio. È la terza volta che interviene la polizia contro i lavoratori in sciopero. Anziché tutelare la legge, giovedì ci hanno spostato di peso e aggredito, mentre in un’occasione precedente, a Prato (dove c’è l’altra sede del Panificio, ndr) ci hanno addirittura portato in cella di sicurezza».
Il mirino dei sindacati è puntato anche contro il principale committente, la Coop. «La responsabilità di Coop è evidente: in virtù del tanto sbandierato codice etico che vanta e che dovrebbe garantire il rispetto dei diritti dei lavoratori presso i propri fornitori dovrebbero muoversi e invece... La vertenza va avanti da mesi e loro tacciono. Coop dice di essere impegnata contro il caporalato ma la realtà è un’altra: ci viene il dubbio che questa durezza verso di noi sia un’azione preventiva perché in diversi fornitori Coop questo non rispetto dei contratti e dei lavoratori è consuetudine». —
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La vertenza sindacale dentro il Panificio Toscano nasce - secondo il sindacato di base - da una «palese violazione del contratto». «Questa è un’azienda con 117 dipendenti, suddivisi tra Collesalvetti e Prato, che produce su volumi altissimi rifornendo prevalentemente Unicoop Tirreno, Unicoop Firenze e la Pam - spiega Toscano -. E invece viene applicata la parte di contratto nazionale dedicata ai panifici artigianali con differenze salariali notevoli, senza prevedere pause sul lavoro, senza scatti di anzianità. Il risultato è che lavoratori con 15 anni di anzianità guadagnano 1100 euro al mese, tutti bloccati al livello più basso di un contratto non loro».
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