Gioco
Tutti a tavola in Caciaia ricordando “Armandino”
Nel ristorante di Gangio è stata apprezzata la chef Paola Picchi, nipote del grande campione, che poi ha seguito il monologo di un incontenibile Michele Crestacci
LIVORNO
Prendete la classe in cucina della chef Paola Picchi, la verve e la simpatia dell’attore Michele Crestacci, l’ospitalità di Rosario “Gangio” Costanzi e mescolate il tutto con un bel po’ di livornesità: ne uscirà fuori una serata davvero piacevole e molto divertente, così come può accadere in famiglia o tra vecchi amici.
Ed è proprio questo il segreto del successo della serata andata in scena in Caciaia (il locale di Gangio nel centro commerciale Marilia a Banditella), che è stata caratterizzata dall’appassionante show di Michele Crestacci con il monologo “Picchi”, sulla figura del mito labronico del calcio, abbinato a una cena preparata dalla prestigiosa chef Paola Picchi, nipote del grande calciatore. Ed è proprio ad alcuni piatti che Armandino apprezzava, come la “carne cruda” o la pasta con i fagioli, che la chef livornese si è ispirata - rivisitandoli - per il menu della cena: apprezzatissima!
Poi, visibilmente emozionata, Paola Picchi ha seguito il monologo di un incontenibile Michele Crestacci, che ha fatto rivivere al pubblico del ristorante in Caciaia il mito del grande Armando Picchi e il ricordo di una Livorno che non c’è più. Il percorso umano e professionale dell’indimenticabile calciatore (che vinse tutto con la Grande Inter degli anni Sessanta), attraverso la narrazione comica di Crestacci, tiene vivo l’interesse anche di chi non è appassionato di calcio perché Armando Picchi è un pezzo di storia importante della nostra città. E il finale, immancabile, è il commosso abbraccio tra l’attore e la chef che è cresciata nel ricordo dello “zio Armando”.
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