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Sciopero al Panificio Toscano «Basta contratti irregolari»

Sciopero al Panificio Toscano «Basta contratti irregolari»

I sindacati da mesi chiedono un incontro con i vertici dell’azienda «I dipendenti chiedono il rispetto degli accordi nazionali per la categoria»

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COLLESALVETTI. Il momento di maggior tensione è arrivato intorno alle 20,15 di ieri quando davanti alla sede della cooperativa Giano (panificio Toscano) di Collesalvetti sono arrivati polizia e carabinieri per far sgomberare i circa venti dipendenti che impedivano il passaggio dei camion all’interno della ditta con sede anche a Prato.

Un faccia a faccia ripreso anche da alcuni video nei quali si vedono le forze dell’ordine che tentano di far allontanare, senza riuscirci, i contestatori sdraiati a terra in una sorta di catena umana. «Sciopero, sciopero, sciopero», gridano.

«Alla fine – spiega Luca Toscano, rappresentante sindacale della Si Cgil – il picchetto ha resistito e i camion non sono riusciti a passare».

È questo l’ultimo capitolo di uno scontro tra azienda e dipendenti che va avanti da mese. Al centro della protesta che ieri ha portato i sindacati a indire una giornata di sciopero, il mancato incontro con il datore di lavoro per ridiscutere le condizioni contrattuali dei circa cento dipendenti della società, metà dei quali impiegati proprio nella sede di Collesalvetti.

«Ci avevano promesso l’inizio di un trattativa che invece non è mai partita – proseguono – al momento i dipendenti hanno il contratto dei panifici artigianali, tutti con l’ultimo livello nonostante mansioni e scatti di anzianità. Al contrario, visto che si tratta di un lavoro a livello industriale questi lavoratori hanno diritto a un contratto nazionale con livello e scatti». Secondo il sindacato lo sciopero ha avuto il 100% di adesioni.

«Il problema – denunciano sempre i sindacati – è che l’azienda per non fermare la produzione si è avvalsa di lavoratori a chiamata».

Nell’ultimo anno non è la prima volta che la cooperativa Giano finisce al centro di battaglie sindacali sia per la condizione dei soci lavoratori che per alcune scelte che hanno fatto discutere.

L’ultima risale a metà settembre quando i 104 dipendenti sono stati chiamati a votare sulla riassunzione dei due delegati sindacati che l’azienda aveva licenziato nei mesi precedenti votando a stragrande maggioranza per lasciarli a casa.

Tutto era cominciato un mese prima quando Si Cobas aveva organizzato un picchetto davanti allo stabilimento di Prato, sgomberato con la forza dalla polizia. Il clamore di quell’episodio, oltre a un’inchiesta della Procura su presunte irregolarità nell’intermediazione del lavoro grazie alle cooperative, ha poi convinto il Panificio Toscano a promettere l’assunzione diretta dei lavoratori della coop Giano.

Sembrava una storia a lieto fine, ma il sindacato ha continuato a protestare per due motivi: i lavoratori verrebbero riassunti allo stesso livello contrattuale, quello più basso; e rimarrebbero fuori i due delegati sindacali licenziati, entrambi pachistani come molti loro compagni di lavoro.

Adesso sul piatto è rimasto il contratto e non sembra che la situazione sia destinata a migliorare. Anzi. —

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