Gioco
Sale operatorie ingolfate all’ospedale 2.746 livornesi aspettano un intervento
Da gennaio le liste d’attesa sono lievitate del 40%. Il record a Ortopedia: 1.300 operazioni ferme, 10 mesi per una protesi urgente
LIVORNO. Oltre 2700 livornesi sono in attesa di una telefonata dall’ospedale per sapere quando potranno essere operati. Di questi, più di 1300 aspettano un intervento a Ortopedia.
È un record, un numero mai visto in queste dimensioni, che racconta una situazione sempre più complicata dentro al blocco operatorio: tanti vogliono operarsi a Livorno, i cui professionisti sono sempre più apprezzati, ma la struttura non è in grado di sostenere la domanda. Le 9 sale sono sempre utilizzate la mattina, ma non il pomeriggio. Il risultato è che a inizio anno i pazienti in attesa di un intervento chirurgico erano 1970, come attestato dal report interno dell’Asl al 31 gennaio 2018. Lo stesso report datato 30 settembre vede invece 2746 pazienti in attesa. In otto mesi la lista anziché ridursi si è allungata di 776 persone, lievitando del 40%.
Attenzione, siamo davanti ad interventi programmati, dunque persone che non sono in pericolo di vita, ma comunque tra questi 2746 pazienti, quasi la metà (1155) sono casi clinici molto seri, la cosiddetta classe di priorità A, che potrebbero aggravarsi rapidamente al punto da diventare emergenze e che per legge dovrebbero essere operati entro 30 giorni. E invece nel caso di una protesi ortopedica urgente, di giorni dovranno aspettarne addirittura 282, quasi 10 mesi...
A leggere il report c’è probabilmente anche uno squilibrio nella distribuzione delle sale: l’ingolfamento si registra per la maggior parte a Ortopedia, dove ormai, a vedere i numeri sembra che l’equipe di Antonio Augusti riesca ad operare solo i pazienti traumatici, vale a dire quelli, tantissimi, che arrivano per un incidente attraverso il pronto soccorso. Mentre gli altri devono aspettare le mille e una notte...
Qui i 30 giorni di limite massimo previsti dalla Regione per i pazienti in classe A (che sono la maggiorparte, ben 537 persone) diventano 124 giorni, quattro mesi. E addirittura 282, nove mesi e mezzo, per una protesi urgente, attesa da 196 pazienti. Eppure stiamo parlando di patologie importanti: un ginocchio bloccato, una necrosi dell’anca, un’artrosi del ginocchio con riassorbimento condilo femorale, per fare degli esempi.
E non parliamo degli interventi non prioritari - quelli di classe C -, che tuttavia dovrebbero avere una loro dignità tanto che la legge prevede il ricovero entro 90 giorni: in questo caso per una protesi si arriva anche a 546 giorni, 18 mesi e mezzo. Della serie: il medico riscontra oggi la disfuzione, giudica necessario l’intervento e il paziente dovrà aspettare l’aprile del 2020 per sdraiarsi sul lettino della sala operatoria.
Qual è il problema che affligge Ortopedia? Non certo l’efficienza del reparto di Augusti, che anzi l’anno scorso ha operato più di tutti, né quella del blocco operatorio guidato da Massimo Frediani. E non è più neanche l’organico ridotto, che ha visto arrivare in questi mesi due medici in più come aveva promesso a febbraio il direttore dell’ospedale Luca Carneglia.
Il problema è la mancanza di sale operatorie: il Tirreno aveva raccontato a inizio anno che proprio Ortopedia aveva perso una mattina di sale, potendo operare solo 4 giorni anziché 5. In estate le ore a disposizione sono lievemente cresciute rispetto all’estate 2017, ma non è servito ad attenuare il problema, anzi...
Sul tavolo c’è l’ipotesi di far utilizzare ad alcune equipe livornesi (in primis proprio quelle di Ortopedia) sale operatorie esterne a viale Alfieri, in altri ospedali limitrofi, ma il successo di questa soluzione è tutto da verificare, rispetto ad un aumento di ore nel blocco operatorio degli Spedali Riuniti, che davanti a questi numeri, probabilmente non è più rinviabile.
Ma i pazienti in attesa di essere operati a Livorno sono lievitati anche per altre specialistiche: 325 donne aspettano un intervento a senologia (erano 179 a gennaio). 124 di queste sono in classe prioritaria A, dunque a rischio. Qui però i tempi in cui la squadra diretta da Donato Casella riesce ad intervenire si avvicinano a quelli di legge: l’attesa media è di 42 giorni.
Quasi triplicati i pazienti in attesa di essere operati a Otorinolaringoiatria: a gennaio aspettavano in 57, adesso sono 131. La maggiorparte hanno classi prioritarie minori, ma per loro serve una pazienza di oltre 220 giorni.
E poi c’è Urologia: 101 pazienti in attesa di un intervento, di questi oltre la metà in situazioni cliniche molto serie. Con tempi di attesa però critici: 75 giorni, due mesi e mezzo, rispetto ai 30 previsti dalla legge.
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