Gioco
«Al Pd piacciono i finocchi», così la Lega debutta a Collesalvetti
Livorno, la frase offensiva è stata poi oscurata dallo stesso Fb: «Ma parlavamo di una pianta e dell’area turistica abbandonata». Il Pd: «Volgarità e omofobia»
COLLESALVETTI. «La malizia sta negli occhi di chi guarda», dice Luca Tacchi, leghista in tour in quel di Collesalvetti, dove tra pochi mesi si vota il nuovo sindaco e anche il Carroccio ha iniziato la campagna elettorale. L’ha iniziata con una frase e una foto a dir poco discutibili, postate sulla pagina Fb della Lega di Colle e poco dopo oscurate dallo stesso social network, che le ha giudicate chiaramente offensive, altro che «malizia». Nella foto si vede Tacchi che indica con una mano un cartello e con l’altra una pianta, che la frase sopra dovrebbe suggerire essere di finocchio: «Al Pd piacciono i finocchi, ma i cartelli turistici no».
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Un gioco di parole che sa poco di gioco, con una parola che non fa venire per niente voglia di scherzare. «Era una battuta, sotto al cartello c’è una pianta di finocchio di due metri, foeniculum vulgare, poi la malizia sta negli occhi di chi guarda», controbatte l’autore, che non ci pensa nemmeno a scusarsi: «Io parlavo di una pianta. Se poi qualcuno è prevenuto. Non capisco cosa c’entrino gli omosessuali con l’archeologia». Perché, dice, «la foto è stata scattata in un'area archeologica a Torretta Vecchia», che «anziché essere valorizzata è lasciata all'incuria». La mette così: «Io mi preoccuperei più del sito abbandonato», «se per aver dato luce a un'area archeologica romana qualcuno pensa di sacrificarmi sull'altare dell'omofobia, me ne farò una ragione». Altare dell’omofobia.
Dal Pd gli rispondono i segretari Simone Rossi e Rocco Garufo, che parlano di «disarmante volgarità», di «termine utilizzato in modo omofobo e dispregiativo» e di «pochezza dell'argomentazione». «Ogni commento – dice Garufo – sarebbe persino degradante».
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