Il Tirreno

Livorno

Pronto da un anno e mezzo ma il canile di Livorno è ancora chiuso

JUNA GOTI
Pronto da un anno e mezzo ma il canile di Livorno è ancora chiuso

Le opposizioni incalzano. L'assessore Morini: «Gestione comunale con servizi in appalto e avviso pubblico per un’associazione». Il segretario generale Bignone: «Apertura entro fine anno»

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LIVORNO. Come dare torto a Giuseppe Grillotti (Livorno libera) quando in mezzo al consiglio comunale prende la parola e dice che «questa è una storia infinita». La storia infinita del canile comunale di Vallin Buio. Una struttura di cui si parla almeno dagli anni Novanta, che ha iniziato a venire su una quindicina di anni fa, che è costata al Comune più di un milione di euro e che è pronta già da un anno e mezzo. Ma che nonostante i ripetuti annunci è ancora vuota e chiusa.

Gli atti raccontano che i lavori sono finiti nel marzo del 2017 e che il canile è stato collaudato l’11 aprile dello stesso anno. Eppure i cancelli non sono ancora stati aperti. Perché? Il 5 aprile scorso, a un anno dal collaudo, contattato dal Tirreno l’assessore Andrea Morini aveva assicurato che il bando per la gestione sarebbe stato pubblicato di lì a breve («è questione di un paio di settimane», spiegò) con l’obiettivo di aprire gli ottanta box «entro l’estate». Ma anche l’estate targata 2018 è già un ricordo e il bando non è stato pubblicato.

Nel frattempo, infatti, anche su sollecitazione delle varie forze politiche rappresentate in consiglio comunale, l’amministrazione ha deciso di rimettere in discussione il modello di gestione previsto all’inizio. La quadra era stata trovata in commissione a inizio estate: gestione pubblica, niente più canile in mano ai privati.

Ma ad oggi, trascorsi altri mesi da quel dibattito in commissione, «non si è avuta alcuna comunicazione in merito», ha sottolineato ieri la capogruppo di Forza Italia, Elisa Amato, che ha così chiesto lume a sindaco e assessori.

Morini ha allora confermato che la strada del bando unico di gestione esterna è stata abbandonata e che sarà il Comune a «gestire direttamente» la struttura («l’ufficio personale sta individuando gli addetti»), mandando a gara alcuni servizi, come quello veterinario, di recupero cani o di vigilanza notturna. Mentre «con un avviso pubblico sarà individuata un’associazione di volontariato» che affiancherà gli addetti comunali sul campo («l’attività non sarà remunerata, ci saranno rimborsi spese»).

Ok, ma quanto ci vorrà? Il segretario comunale, Alberto Bignone, sollecitato dai consiglieri di opposizione sui nuovi tempi, fa sapere che «in questi giorni è stata licenziata la convenzione» che regolerà i rapporti con l’associazione di volontariato e che «seguirà il codice del terzo settore», quindi «saranno rimborsate solo le spese documentabili».

L’avviso pubblico per individuare l’associazione, riferisce il segretario generale, «dovrebbe essere bandito nei prossimi giorni». Poi saranno appaltati i servizi (a partire dal servizio veterinario fino alla vigilanza) e dovrà essere chiesto alla Asl l’accreditamento della struttura.

A margine l’assessore ricorda che otto degli ottanta posti a disposizione saranno riservati al canile sanitario, mentre gli anni rientreranno nel canile rifugio. Per il primo, nel limite di sessanta giorni, le spese veterinarie devono essere garantite dalla Asl, mentre per il secondo dal Comune. «Abbiamo firmato anche una convenzione con l’Università di Pisa – fa sapere a questo proposito – per il tirocinio universitario».

«Ma quando si arriverà alla fine della procedura e all’apertura del canile?», incalzano Giuseppe Grillotti (Ll) e Pietro Caruso (Pd). «Ragionevolmente entro la fine dell’anno», risponde il segretario dopo aver riferito che nel frattempo «le convenzioni con i canili privati sono scadute e stanno andando avanti in regime di proroga». —


 

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