Gioco
Gli studenti di Calafati: «Non ci sentiamo sicuri in quella scuola, il Comune ci aiuti»
Livorno, segnalati finestre rotte, buchi su soffitti, cedimenti. Il sindaco: «Faremo un sopralluogo congiunto con la Provincia»
LIVORNO. Diverse finestre rotte. Pezzi di calcinacci che cadono per terra. Grossi buchi sui soffitti e sui muri che reggono gli infissi. E ancora lo “scheletro” della struttura che, a detta degli studenti, in alcune parti è addirittura visibile dall’esterno. Questa la descrizione di Calafati, la succursale del Vespucci-Colombo, che è stata fatta lo scorso 29 ottobre sui social direttamente al sindaco Filippo Nogarin. Un racconto che è una richiesta di aiuto e di intervento.
«Non ci sentiamo al sicuri», si legge. Scrive uno studente. Specifica che lo fa a nome di tutti. E si rivolge al Comune (proprio in quei giorni di allerta meteo e chiusura delle scuole) perché è tanta la paura che le condizioni di quell’edificio già precarie, peggiorino ancora.
Poco importa a chi frequenta la struttura se la competenza delle manutenzioni delle scuole superiori spetta alla Provincia. L’importante è che non cali il silenzio. Che i riflettori non si spengano perché sotto quel tetto ci sono ben sette aule frequentate dai ragazzi e poi tutto il personale che ci lavora. Non è la prima volta che gli studenti segnalano la situazione della loro scuola (tanti gli incontri e i confronti la ex dirigente Simonetta Costagliola). E adesso con l’elezione dei rappresentanti di classe fatta proprio l’altro ieri, torneranno alla carica anche quest’anno, con la nuova dirigente Tania Pascucci.
«Il Calafati è una struttura gestita dalla Provincia che deve fare i conti con risorse economiche risicate, in ogni caso incontro sempre volentieri gli studenti, anche perché nessuno come loro ha il polso della condizione in cui versano le scuole. Al nuovo presidente della Provincia chiederò di organizzare un sopralluogo congiunto al Calafati per capire in che modo possiamo collaborare per risistemare la struttura e garantirne la sicurezza in vista di un futuro rilancio», la risposta del sindaco arriva. Raccoglie la richiesta degli studenti e si mette a disposizione. La descrizione fatta dagli studenti va a confermare quello che ha raccontato anche lo scorso 29 settembre Il Tirreno. Ovvero una scuola con aule interdette (2), crepe, cedimenti di intonaco, fascette nel “giardino” a protezione di un muro pericolante, barriere architettoniche e una palestra che c’è ma è inutilizzabile.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
