Gioco
«Livorno ha l’arte dello sberleffo ma guai se si ammala di cinismo»
Sul palcoscenico del Goldoni nel segno di Gadda: «Capitoli di intensa tragicità e, poche pagine più in là, ecco brani che ti fanno scoppiare dalle risate»
«Livorno è una città che sa ridere di sé e degli altri: anche in modo spietato. Sa giocare con le corde dell’umorismo, perfino del dileggio graffiante. L’importante è che questo non diventi cinismo». È l’ultima battuta dell’intervista a Fabrizio Gifuni, che ieri sera ha portato al Goldoni un testo dal tiolo singolare: “Galline Autolesioniste Declamano Dubitazioni Amletiche”. In realtà, è un gioco con il cognome del grande scrittore Carlo Emilio Gadda trasformato in acronimo.
Gadda si rivolterà nella tomba? «Credo di no, anche perché – afferma – era un tipo in grado di divertirsi a compiere avventure linguistiche senza precedenti. Era capace di inventare cose straordinarie».
Gifuni è uno che i livornesi li conosce bene: con Paolo Virzì ha lavorato nel film “Il capitale umano” («è uno che riesce a unire bene il registro della commedia e quello di un certo sapore aspro»), analoghe avventure professionali con Francesco Bruni, lo sceneggiatore-regista papà del commissario tv Montalbano (Bruni era il regista di “Noi quattro”, una pellicola su una famiglia che trovava un equilibrio nella propria instabilità).
E ora a un livornese che è un monumento della cultura del Novecento vuol rendere omaggio con un lavoro in teatro. «Sì, sto pensando a Giorgio Caproni: è stata una meravigliosa scoperta del quale sono debitore a Giuseppe Bertolucci, fratello di Bernardo e figlio di Attilio: quest’ultimo, anche lui un grande poeta, era molto amico di Caproni».
Tornando a Gadda, sul palcoscenico del Goldoni che di lì a poche ore vedrà la sua performance di artista, racconta che il Gran Lombardo era «una persone sofferente e nevrastenica, capace di scrivere pagine di forte intensità tragica e, due pagine più in là, qualcosa in grado di farti ridere a crepapelle. Ecco, credo che questa possa essere una bella idea che rappresenta cosa intendo per umorismo».
Gifuni attore drammatico alla ribalta si un festival nel segno della comicità. È lui stesso a ricordare che, a dire il vero, la sua carriera è iniziata con un film di tutt’altro genere: il riferimento è a “La bruttina stagionata”: «Avevo un ruolo divertente, ero un idiota padovano con Carla Signoris, la moglie di Maurizio Crozza.
«Devo dire che anche quando ho interpretato ruoli in film drammatici, ed è capitato spesso – dice Gifuni – ho cercato di non perdere mai di vista quel certo occhio sulla realtà che l’ironia. Tornare a interpretare una commedia: perché no?».
M.Z.
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