Il Tirreno

Livorno

Inferno Monte Serra

Roghi dolosi a Pisa, Pistoia e in Versilia: gli imitatori del piromane del Serra

Mario Neri
Viigli del fuoco in azione a Massa e Cozzile in località Macchino
◗
Viigli del fuoco in azione a Massa e Cozzile in località Macchino

L'allarme degli inquirenti in Toscana: «Troppi focolai scoppiati in seguito al disastro di Calci e Vicopisano». Si teme che sia partito un effetto emulazione

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. «In zona ci sono due sospettati per cui il rogo del Monte Serra potrebbe aver fatto da “stimolante”». Due profili che la Forestale dei carabinieri di Pistoia ha tenuto d’occhio tutta la notte per provare a dare un nome e un volto all’incendiario che giovedì sera ha appiccato le fiamme fra Cozzile e Macchino, mandando in fumo 5 ettari di bosco sulla via Mammianese.

Pattugliamenti mirati, monitoraggi su persone con precedenti specifici scattati con un obiettivo preciso: fermare un’escalation. Perché il timore è proprio questo: che lo spettacolo macabro del Serra abbia riacceso manie sopite, disattivate. E ormai è quasi una certezza: dopo il grande rogo di Calci e Vicopisano, dove sono andati in fumo 1. 400 ettari di boschi e uliveti, sulla mappa della Toscana si sono accese molte luci rosse. Troppe per essere casuali, casi isolati. La paura degli inquirenti è che si sia innescato un domino.

Basta seguire la cronologia della settimana. In coda al disastro ambientale del Serra, martedì, si moltiplicano gli interventi. I vigili del fuoco sono costretti a distaccare da Calci alcune unità, tutte per tamponare roghi scoppiati in punti diversi a Pisa. Prima a San Rossore, poi a Montacchiello e in via Pietrasantina. Infine, un nuovo fronte si apre ad Avane (Vecchiano) nella zona delle ex cave. E scatta subito un alert per chi ha appena iniziato ad indagare sul piromane della Valgrazionsa: o è la stessa mano o è partita una corsa all’emulazione. Viene identificato un sospetto, ma è solo un uomo corso sulla collina a salvare un capanno.

E, a pochi chilometri da lì, i satelliti inquadrano si accende un altro squarcio rosso a Bozzano, dove bruciano 15 ettari. Non solo canneti, ma anche la “torba” dell’area lacustre del Massaciuccoli. Una specie di tizzone che ribolle sottoterra contro cui le squadre antincendio lottano per un giorno. Poi una nuova sequenza fra martedì e giovedì. Mentre Vicopisano si risveglia con un pezzo di collina di nuovo assediata, un incendio scoppia a Buggiano Castello. È l’unico di una serie da 10 roghi per cui gli inquirenti non ipotizzino un’origine dolosa. Un responsabile c’è: un anziano a cui è sfuggito un falò di sterpaglie.

«Non ci sono elementi per pensare che si tratti della stessa mano del Serra, ma è presumibile che siano quasi tutti dolosi e in qualche caso anche frutto di emulazione», ammettono dal comando regionale dei pompieri. Certo, da ieri, venerdì 28 settembre, intorno al “fulcro” di Calci, su un pezzo di territorio da circa 2000 chilometri quadrati, si è disegnato un quadrilatero del fuoco.

A Massa e Cozzile, dove i vigili del fuoco hanno evacuato un agriturismo e una casa, la Forestale rintraccia due inneschi di diavolina proprio sulla strada. C’è un metodo. Non è chiaro se sia lo stesso utilizzato anche a Vinci (a Calci un innesco non sarebbe mai stato trovato), dove ieri tre squadre e un elicottero sono stati dirottati per spegnere una uliveta. Anche qui, quasi nessun dubbio: c’è la firma di un piromane. Lo spettro di un imitatore. Non si sa però se sia il capolinea della linea rossa partita dal Serra. Che peraltro non si ferma. Perché nella notte di venerdì 28 settembre a Caprona e Noce si sono riaccesi dei focolai, piccole riprese.
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web