Gioco
In aiuto a chi deve fare i conti con l’Alzheimer
Nasce Amal, una associazione per il sostegno ai malati e alle loro famiglie. È un problema che riguarda un anziano su 13
LIVORNO
Un'associazione a sostegno dei malati di Alzheimer e dei loro congiunti è stata fondata pochi giorni fa andando ad ampliare ed integrare la rete del volontariato già esistente ed attiva a Livorno operando a sostegno delle molteplici criticità di natura patologica, economica e sociale: «Lo scopo – dichiarano i fondatori – è di collaborare in un corretto rapporto di sussidiarietà con le istituzioni al fine di alleviare il disagio ed il dramma vissuto quotidiamente da tante famiglie».
L'Amal (Associazione malati di Alzheimer) è stata presentata a Palazzo Civico con l'intervento di Laura Adorni (Asl Toscana Nord-Ovest), della presidente del neonato sodalizio, Fiorella Cateni, e dell'assessore Leonardo Apolloni: «Il costituirsi di una nuova associazione – sottolinea l'assessore – è sempre un fatto positivo per la comunità. Se poi, come in questo caso, si tratta di un'associazione no profit che a potenziare la rete di servizi per chi è affetto da Alzheimer lo è ancora di più. Ringrazio perciò i fondatori ed i soci di questa nascente associazione per il nobile contributo che porteranno ai malati ed alle famiglie fornendo loro un valido aiuto nell'ascolto, nella condivisione e nell'informazione su cosa fare per affrontare il faticoso impegno quotidiano».
La nascita dell'associazione porta la data del 21 settembre scorso, una scelta non casuale: «La data riportata sull'atto costitutivo dell'associazione – spiega Fiorella Cateni – è quella del 21 settembre 2018 perché coincide con la odierna Giornata mondiale dell'Alzheimer, una ricorrenza che secondo me è ancora troppo sconosciuta».
Stiamo parlando di una malattia che, secondo l'Istituto di neuroscienze dell'ateneo fiorentino colpisce, guardando alla popolazione ultrasessantacinquenne, il 5,3% degli uomini ed il 7,2% delle donne su base nazionale, mentre a livello toscano le percentuali sono rispettivamente il 7,3 ed 10,7 per cento.
«Al di là dei numeri e delle statistiche – continua la presidente – è guardandoci intorno che abbiamo potuto notare come questa malattia, questo dramma, sia veramente notevole coinvolgendo persone non solo con Alzheimer, ma con problemi cognitivi diversi, che ci vivono accanto e cominciano a trovarsi in situazioni di estremo disagio e di cui magari non ce ne accorgiamo. E questo credo sia il grande problema ovvero esserci per dare una mano anche a coloro che sono soltanto all'inizio di questo tristissimo cammino». —
ROBERTO RIU
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