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Sette offerte per riscrivere il piano di protezione civile

Juna Goti
Sette offerte per riscrivere il piano di protezione civile

Aperte le buste dei professionisti e degli studi che si sono fatti avanti Il comitato alluvionati: «Fateci partecipare alla commissione di valutazione»

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LIVORNO

A più di un anno dall’alluvione che ha segnato Livorno e a cinquanta giorni dalla pubblicazione del bando, si è chiusa la gara per arrivare a scrivere il nuovo piano di protezione civile della città. Le offerte sul tavolo del Comune, arrivate da regioni diverse dell’Italia, dall’Emilia Romagna alla Sardegna, sono sette. E ieri, dopo l’apertura delle buste, dal municipio hanno confermato che a farsi avanti sono stati altrettanti studi di architettura, con al loro interno un geologo, o professionisti associati.

Tutte le offerte sono state ammesse alla procedura. Starà alla commissione tecnica comunale valutarle: sarà composta da tre persone, il presidente sarà sorteggiato stamani tra i dirigenti di Palazzo Civico che non hanno partecipato alla stesura del bando, pubblicato il 10 agosto scorso.

Un bando per la “revisione e l’adeguamento del piano di protezione civile”, che ha presto attirato l’attenzione del comitato alluvionati di Livorno, che da quel maledetto 10 settembre del 2017 si è dato da fare per essere parte attiva del percorso di messa in sicurezza della città e dare voce alle famiglie colpite.

«Siamo perplessi – è tornato a ripetere ieri a proposito del bando il vicepresidente del comitato, Francesco Archibugi – perché la cifra messa a disposizione è modesta». Ovvero 70mila euro, come riportato nel capitolato di gara, che al primo punto specifica che «i servizi e le prestazioni richiesti» sono quelli riferiti alla «revisione e all’adeguamento normativo del piano», e «all’informazione, alla formazione, al supporto, allo sviluppo e all’organizzazione operativa del sistema», con particolare riferimento alla stesura di tre documenti: il regolamento comunale di protezione civile, il piano generale e le procedure operative di dettaglio.

«So che professionisti molto bravi – riprende Archibugi – considerando le caratteristiche del bando e la cifra hanno deciso di non presentarsi». Da ieri ci sono però sul piatto sette offerte. «Ho chiesto al comandante della protezione civile – fa così sapere – se è possibile farci partecipare al tavolo di valutazione delle proposte arrivate. Partecipare come uditori critici, seguendo l’invito che lo stesso sindaco aveva fatto ai comitati ad essere parte attiva». E «sulla scia dell’incontro molto positivo che abbiamo avuto pochi giorni fa al Genio civile, per parlare dei progetti di messa in sicurezza».

Il piano di protezione civile comunale è scaduto da tempo. Nel 2016 la protezione civile aveva già redatto il nuovo pacchetto, che era stato apprezzato dalla giunta ma non era mai arrivato per la discussione in consiglio comunale. Un ritardo che si è poi scontrato con l’alluvione di un anno fa. Dopo la tragedia l’amministrazione ha valutato la possibilità di far rimettere mano alla bozza di piano direttamente dalla macchina comunale, ma alla fine, prima dell’estate, ha optato per un affidamento esterno.

Dall’aggiudicazione della gara, serviranno altri 12 mesi per arrivare alla meta. —

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