Il lutto
«Inquinamento a Stagno» Terzo esposto in Procura
Il documento presentato nella giornata di ieri ipotizza il reato di getto di cose che provochino emissioni di gas, di vapori o di fumo
LIVORNO
Nuovo esposto in Procura sulle cause dell’inquinamento nella zona di Stagno-Collesalvetti-Calambrone, e in particolare per quello che riguarda le maleodoranze che di volta in volta vengono segnalate dai residenti.
L o ha presentato – è il terzo che viene depositato negli ultimi mesi – Daniele Grillotti. «Perché terzo ed ultimo esposto? Perché adesso – scrive – il pubblico ministero incaricato ha tutti gli elementi necessari per poter procedere nei confronti di quelle aziende che, in questi anni, hanno prodotto tali maleodoranze rendendo impossibile la vita di molte persone. Al magistrato rimane solo da accertare i diversi livelli di responsabilità sulla base dei contributi forniti da ogni singola azienda. Dati che, in maniera completa, possono essere acquisiti direttamente tramite Arpat che, in parte, sono contenuti anche nell’esposto presentato».
L’ipotesi di reato suggerita da chi ha firmato l’esposto è quella di getto pericoloso di cose, vale a dire chiunque getta o versa, in un luogo di pubblico transito o in un luogo privato ma di comune o di altrui uso, cose atte a offendere o imbrattare o molestare persone, ovvero, nei casi non consentiti dalla legge, provoca emissioni di gas, di vapori o di fumo, atti a cagionare tali effetti.
«Ovviamente – prosegue Grillotti – non crediamo che l’eventuale contestazione, così come richiesto, possa essere risolutiva del problema delle maleodoranze anche se auspichiamo che gli interventi che le aziende interessate stanno ponendo in essere, sulla base del protocollo d’intesa redatto tra queste, Arpat ed i comuni di Livorno e Collesalvetti, possano almeno mitigare tale fenomeno, ma, certamente, sarebbe un primo importante risultato: per la prima volta verrebbe riconosciuto il sacrosanto diritto delle persone a respirare aria senza che questa possa dare il voltastomaco». —
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