Gioco
«Non sta né in cielo né in terra che quel buco sia ancora lì»
Discussione accesa in consiglio comunale sulla sicurezza degli edifici scolastici e decide anche di mandare un messaggio alla Provincia
LIVORNO
«Al Colombo c’è ancora il buco, c’è stato un incidente per una finestra all’Itis, a Porta a mare ci sono aule sul marciapiede, il Calafati è in condizioni pietose. E siamo delusi dall’atteggiamento difensivo del presidente Franchi. Il consiglio comunale prenda una posizione che sia da stimolo anche per la Provincia». Scuote la testa la rappresentante di Futuro e prof di storia, Giovanna Cepparello. È stata lei ad aprire il dibattito in consiglio sullo stato di salute delle scuole, dopo i servizi del Tirreno.
«Non sta né in cielo né in terra che quel buco sia ancora lì, può accadere solo in Italia», ha ripetuto riferendosi alla voragine che si è aperta quattro mesi fa nel controsoffitto del Colombo, quando il prof e consigliere di Cd, Marco Cannito, è precipitato dal primo piano. Cepparello chiede di affrontare queste questioni in commissione, anche se la competenza è provinciale, e ne approfitta per ricordare che il consiglio aveva chiesto all’amministrazione M5S di istituire un’anagrafe degli edifici scolastici, facendo una fotografia del loro stato di salute.
La vicesindaca Stella Sorgente è diplomatica: «Dispiace che avvengano tutti questi casi in avvio dell’anno scolastico», ma «per correttezza non voglio giudicare il lavoro che la Provincia sta portando avanti». Su un punto si sofferma: «L’edificio di via Calafati è da molti anni in gestione alla Provincia ma è di proprietà del Comune. C’era un progetto per trasformarlo in un centro di istruzione per adulti, poi sfumato. In quel caso avremmo fatto lavori importanti». Al Calafati dovranno infatti trasferirsi alcune aule dell’Enriques.
Sorgente individua nel 9 ottobre, quando è già convocata la settima commissione, l’occasione per parlare dell’anagrafe. Cannito intanto non entra nel merito della vicenda che lo riguarda, ma dice che «da un problema personale» ha deciso «di fare una battaglia collettiva»: «Non si può morire o rischiare infortuni sul lavoro».
Maggioranza e opposizioni accolgono l’idea del dibattito in commissione. «Quando le scuole non sono a norma bisogna avere anche il coraggio di chiuderle e dobbiamo avere una mappatura di tutti gli edifici, non solo comunali», dice Cristina Mileti (M5S). «Coinvolgiamo i dirigenti scolastici», aggiunge l’ex provveditrice Elisa Amato (Fi). «Avevo già proposto di invitare il presidente e i tecnici della Provincia – dice Pietro Caruso (Pd) – per un’azione unitaria. È un problema che non ha colori politici». Filippo Nogarin e il Bl Marco Bruciati toccano due punti chiave. Il primo ripete che «il problema è la frammentazione delle competenze». Il secondo ricorda che le Province che si voleva abolire sono ancora lì, ma «con risorse e organico risicati». «Al di là di tutto – chiude Cepparello - il buco si doveva chiudere. Anche come segno di attenzione per l’infortunio sul lavoro». —
JUNA GOTI
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