Gioco
Troppe soluzioni pasticciate nel presente dei nostri ragazzi
iL PUNTOAlessandro guarducciC’è un istituto - il “Colombo” di via San Gaetano - che da più di quattro mesi ha un buco nel controsoffitto in cartongesso: invece di trovare una soluzione nel periodo...
iL PUNTO
Alessandro guarducci
C’è un istituto - il “Colombo” di via San Gaetano - che da più di quattro mesi ha un buco nel controsoffitto in cartongesso: invece di trovare una soluzione nel periodo delle vacanze estive, si è deciso di ovviare al problema chiudendo un laboratorio di informatica e transennando l’aula magna.
Spostiamoci in via Calafati, nella sede distaccata del “Vespucci”: qui troviamo due aule interdette, dove perciò gli studenti non possono entrare, oltre ad un lungo elenco di problematiche che da tempo attendono di essere risolte.
Arriviamo così in via della Bassata, sede dello storico Liceo Enriques, dove l’aumento degli iscritti ha reso troppo piccolo l’edificio. Per garantire il regolare svolgimento delle lezioni c’erano due possibilità: il trasferimento di alcuni indirizzi di studio in una sede distaccata, che però non era al momento reperibile, o l’istituzione del doppio turno pomeridiano che andava però a scontrarsi con le esigenze degli studenti che praticano sport o studiano musica, canto o hanno altre passioni.
Si è quindi optato per una soluzione transitoria che si dice durerà tre mesi (il Tirreno vigilerà su questa tempistica): alcuni fondi commerciali di Porta a mare sono stati trasformati in aule per accogliere sette classi del liceo. Con tutte le problematiche che ne conseguono: fare lezione a bordo marciapiede, tra negozi e ristoranti, con la possibilità che chiunque possa entrare dalla porta non è certo il massimo della sicurezza.
Questa è una fotografia dello stato delle scuole a Livorno all’inizio del nuovo anno scolastico , con la Provincia che si difende sostenendo di avere difficoltà sia economiche che di personale.
Comprendiamo le difficoltà dei dirigenti scolastici, che devono fare spesso buon viso a cattivo gioco. Ma quello che proprio non si può comprendere è che a Livorno (Toscana, Italia, Europa occidentale) nell’anno 2018 dopo Cristo i nostri figli si trovino a studiare in simili condizioni. Servono strutture sicure, efficienti e con adeguati servizi. Non soluzioni pasticciate adottate in extremis. I giovani non sono solo il nostro futuro, ma anche il nostro presente: dobbiamo garantirglielo. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google