Gioco
Taser ai vigili urbani, Nogarin si smarca: «Serve altro per la sicurezza»
Livorno, il sindaco e l’atto voluto da Salvini: «Provvedimento spot». Così si allontana ancora dal governo Cinque Stelle-Lega
LIVORNO. Si smarca ancora, Nogarin. E continua a giocare sulla sinistra, anche se il contratto nazionale di governo - quello dei Cinque Stelle con la Lega di Salvini - è stato firmato sull’altra fascia. «Dietro a questo provvedimento c’è ben poca sostanza», dice stavolta il sindaco di Livorno sul taser, la pistola elettrica che può essere messa a disposizione dei vigili urbani in virtù del nuovo decreto sicurezza approvato dal Consiglio dei ministri. Tutto mentre lo ius soli amaranto è ancora nel campo delle polemiche, altro dribbling di Nogarin per spostare l’azione sulla corsia mancina.
Il provvedimento, «l’ennesimo dal forte valore comunicativo» come sottolinea Filippo Nogarin, consente ai Comuni con più di 100mila abitanti – come Livorno, appunto – di dotare la polizia municipale di «armi comuni a impulso elettrico». Prima in via sperimentale, con il taser a due vigili urbani per un periodo di sei mesi, poi in maniera definitiva. Ma in entrambi i casi serve una modifica al regolamento comunale, che presuppone l’ok del consiglio comunale. Ed è qui che si torna a giocare sulla sinistra.
«I provvedimenti spot non mi appassionano, – continua il sindaco – preferirei un ragionamento più completo sugli strumenti da dare in dotazione agli agenti della polizia municipale, a cui recentemente sono stati assegnati compiti sempre più gravosi in tema di sicurezza urbana. Detto questo, ovviamente il consiglio comunale è sovrano sulla decisione di introdurre o meno il taser, visto che sarà necessario un nuovo regolamento: se la maggioranza dell’aula sarà d’accordo con questa soluzione proposta dal ministro dell’Interno, asseconderò la volontà del consiglio». Ovvio, ma intanto ecco un altro assist a sinistra.
La sperimentazione studiata da Matteo Salvini riguarda soltanto due agenti, «ma a Livorno – evidenzia ancora Nogarin – l’intero corpo della polizia municipale è formato da 178 elementi». Come dire, e gli altri? Per gli altri vedremo sei mesi dopo, insomma. «Ma serve un provvedimento complessivo, non una misura estemporanea», attacca ancora Nogarin, che continua a dribblare il contratto nazionale firmato dal M5s con la Lega. E uscite del genere, con Livorno e la Regione che si avvicinano sempre di più al voto, probabilmente non sorprenderanno più: se il tuffo in mare con la bandana No Tav e il registro aperto a Palazzo Civico per l’addio a Fidel Castro erano stati i primi segnali, le critiche al ministro Fontana sulle famiglie arcobaleno e il caso della nave Aquarius hanno allontanato Livorno da Roma. Una guarda a sinistra, l’altra si muove a destra. E il taser le lascia lontane. Almeno in apparenza.
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