Gioco
Enriques, aule nei fondi dei negozi con le porte aperte sul marciapiede
Livorno, trasferimento provvisorio per otto classi del liceo: si studia tra il supermercato e il ristorante e la sicurezza è un problema
LIVORNO. Ci sono le vetrine del ristorante Porca Vacca. Quelle della Coop. Del negozio di elettrodomestici Euronics. Poi in fondo a quel porticato pedonale in via Primo Levi, prima del locale di cucina giapponese, arrivano alcune vetrate coperte in gran parte da pannelli bianchi: dentro, al mattino, ci sono studenti e professori che fanno lezione. La porta è aperta (almeno fino a ieri faceva troppo caldo per tenerla chiusa): chiunque passa vede gli alunni seduti ai banchi che ascoltano i prof di turno. E chiunque potrebbe entrarvi dentro perché non c’è alcun tipo di controllo come invece avviene normalmente negli istituti scolastici.
A Porta a Mare tra attività commerciali e di ristorazione, ecco la sistemazione provvisoria che la Provincia ha trovato (e riadattato) per le classi in esubero del liceo Enriques. Sette in totale, più uno spazio per i collaboratori scolastici. Al mattino ci sono loro, gli studenti e i prof, in quei fondi rimasti liberi. E chi cammina in via Levi (l’ingresso dal marciapiede di piazza Mazzini è invece chiuso) può vederli e sentirli: sono spazi che non prevedono alcuna “protezione” né “divisione” tra quel che è “di tutti” e quel che è scuola. Una situazione che alimenta non poche perplessità.
Ma il presidente della Provincia, Alessandro Franchi difende la sua scelta, facendo chiaramente capire che - a suo giudiio - non c’erano alternative. «Si tratta della migliore delle soluzioni possibili e attuabili - dice - Non è una struttura nata come una scuola, bensì un centro commerciale: è una soluzione straordinaria e transitoria fino alle vacanze di Natale, scelta per evitare agli studenti il cosiddetto doppio turno in attesa di avere la succursale definitiva di Calafati». La responsabile del servizio Cultura reti scolastiche Anna Roselli lo conferma, nero su bianco, nella determina “pianificazione straordinaria e transitoria per collocazione di classi in esubero del liceo scientifico “F.Enriques” in sede provvisoria Porta a Mare” datata 14 settembre 2018.
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Parla di «Otto spazi con superficie di 812 metri quadri che sono risultati gli unici disponibili nell’immediato con le caratteristiche ricercate nell’area cittadina di interesse, ovvero i quartieri di San Jacopo/Porta a Mare, che tra l’altro distano dalla sede principale del liceo Enriques di via della Bassata soltanto 520 metri per un percorso a piedi di 6 minuti». La Provincia ha investito soldi per comprare materiali, banchi, per tinteggiare. Tutto è nuovo là dentro. Ci sono tutte le autorizzazioni e certificazioni per la sicurezza da parte degli enti preposti (vigili del fuoco, Asl..). La Provincia, però, non ha messo in conto le perplessità sulla location.
Non mancano le critiche di chi, per una questione di sicurezza, lamenta o che le porte diano direttamente su un passaggio pubblico e pedonale. Chiunque, come detto, può accedere alle aule e magari disturbare. «Non sono spazi nati per essere una scuola, bensì si tratta di un centro commerciale», ribadisce Franchi. E ripete che si tratta di una situazione straordinaria e provvisoria. Il contratto di locazione con Igd, infatti, scadrà il 31 dicembre. E comunque il liceo Enriques ha predisposto un regolamento preciso per i nuovo locali di Porta a Mare firmato dal responsabile sicurezza Eugenio Lucchesini.
E proprio nel regolamento è scritto a chiare lettere che le porte delle aule devono restare chiuse per evitare, appunto, interferenze indesiderate con l’esterno. Ma è anche vero che nei giorni scorsi ha fatto un caldo eccezionale e tenere le porte chiuse era impossibile.
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