Gioco
«Così portiamo avanti la tradizione iniziata dal professor Crudeli»
LIVORNOSe la Neurochirurgia è oggi il fiore all’occhiello dell’ospedale di Livorno ed è considerata un punto di riferimento a livello italiano, le basi di questo riconoscimento nazionale risiedono...
LIVORNO
Se la Neurochirurgia è oggi il fiore all’occhiello dell’ospedale di Livorno ed è considerata un punto di riferimento a livello italiano, le basi di questo riconoscimento nazionale risiedono nella storia che questa disciplina ha scritto tra le mura degli Spedali Riuniti. E Orazio Santonocito, che da 4 anni ha in mano la cloche del reparto, ci tiene a ricordare i colleghi che l’hanno preceduto e a sentirsi prosecutore di un fil rouge che va avanti dagli anni 60. «Quello di Ratcliff Crudeli è un nome che riecheggia ancora tra i cittadini e tra i colleghi più anziani. E mi fa piacere quando mi dicono che sono il moderno Crudeli, uomo che non solo ha fondato ma ha portato ad alti livelli la neurochirurgia livornese, come mi piace l’idea di continuare l’opera dei primari che mi hanno preceduto Osvaldo Candia, Rinaldo Cantini e Rolando Gagliardi».
L’intervento in awake surgery è solo l’ultimo traguardo: «Per fare un intervento di questo tipo c'è bisogno di un’organizzazione solida nella fase preparatoria, in quella dell’esecuzione e nella post operatoria - sottolinea Santonocito -. Ha funzionato tutto molto bene, nel confronto successivo all’intervento che abbiamo fatto il giorno dopo è emerso l’affiatamento che ha contraddistinto l’equipe, come se facessimo quell’attività da sempre. È un indicatore importante del livello di organizzazione che ha raggiunto l’ospedale».
Da tempo il reparto era pronto per debuttare in questa tecnica operatoria. «Tutti avevamo fatto la preparazione necessaria e specifica, io avevo già eseguito alcuni interventi a Bergamo ed ero stato più volte dal professor Hugues Duffau a Montpellier. È stato Paolo Roncucci, primario di Rianimazione, a spingere, concretizzando la voglia collettiva di cimentarci in questa nuova frontiera. Per la parte diagnostica sono state fondamentali l’integrazione col primario di Neuroradiologia Daniele Prosetti e il supporto di Mirco Cosottini, direttore di Neuroradiologia a Cisanello, per la risonanza magnetica funzionale (che in tutta l’Asl non c’è), esempio di collaborazione tra due ospedali di due aziende diverse che si integrano al servizio della persona». G.C.
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