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Livorno, una città senza più bambini: si spopola e invecchia troppo in fretta
L’analisi della Camera di commercio: l’incremento degli stranieri non compensa il saldo negativo tra nascite e morti
LIVORNO. Poche nascite, assai meno dei decessi, età media elevata e flusso migratorio insufficiente. L'andamento demografico di Livorno (e della nostra provincia) , elaborato dell'ufficio studi della Camera di Commercio Maremma e Tirreno sulla base dei dati Istat 2017, conferma un preoccupante calo della popolazione e la tendenza ad un suo progressivo e inesorabile invecchiamento.
Solo a Livorno città, dove il fenomeno non è certo nuovo, il saldo naturale per il 2017 fa segnare un meno 877 (1068 i nati contro 1995 morti) per una popolazione che appena in un anno, comprendendo anche il saldo migratorio positivo di residenti arrivati da altri comuni (+166 unità) è scesa comunque dai 158.916 abitanti del 2016 a 158.371: un calo di 545 residenti pari allo 0,34% che risulta ben maggiore rispetto alla media toscana (-0,15%) e a quella nazionale (0,17%). Insomma, Livorno si sta spopolando piuttosto rapidamente. Limita i danni invece la vicina Collesalvetti, che al 31 dicembre 2017 registra un saldo negativo di appena 12 abitanti rispetto all'anno precedente (0,07%): da 16.705 la popolazione è scesa a 16.693, dunque è rimasta stabile.
A parte l'eccezione di Collesalvetti, il dato negativo è comunque più o meno omogeneo in tutti i comuni della provincia livornese, dove il numero delle morti supera il numero delle nascite, con alcuni casi in cui è anche il doppio, e dove la popolazione diminuisce: Campiglia Marittima e un po' tutta la Val di Cornia sono le realtà in cui il fenomeno del calo demografico è più consistente. Con questo trend, se non ci saranno cambiamenti, tra una ventina d'anni - quando cioè il picco dell'ultimo babyboom, ovvero i cinquantenni di oggi, arriverà all'età della pensione - se ne vedranno gli effetti concreti. Come detto, infatti, nascono sempre meno figli e la popolazione invecchia. A questo proposito un dato su tutti rappresenta la situazione del territorio livornese: per ogni cento giovani sotto i 15 anni, gli over 65 sono 224, contro i 201 in Toscana e i 169 in Italia. In particolare, su cento livornesi, 19,76 hanno 70 anni e più (19,1 in Toscana, 16,7 in Italia)), 28,14 un età compresa tra i 50 e i 69 anni, 26,6 2 tra i 30 e 49, con un brusco calo nella fascia 15 - 29 anni, con 13,12, che scende a 12,1 tra zero e 14 anni. È dunque piuttosto bassa la presenza di residenti under 30 a Livorno, fatto ancora più preoccupante perché secondo l’analisi della Camera di commercio «a mancare sono soprattutto i bambini da 0 a 5 anni».
Questi numeri si portano inevitabilmente dietro anche una serie di conseguenze economiche sul sociale, che vanno dal maggior peso dell'incidenza delle pensioni, all'aumento delle lungo degenze nelle strutture ospedaliere e a quello dei costi per cure mediche, a cui si deve sommare un conseguente calo dei consumi interni con ripercussioni negative anche sulla rete di distribuzione commerciale: gli anziani tradizionalmente spendono meno e fanno acquisti vicino casa. Tutte conseguenze che poi si riflettono poi sul sistema imprenditoriale, creando difficoltà sia nella continuità generazionale di certi mestieri che nella qualità dell'offerta di lavoro.
Sul fronte stranieri, nell'area di Livorno sono 12.696 i residenti provenienti da altri Paesi, con un aumento del 2% rispetto al 2016 quando erano 12.450. Rappresentano il 7,25% della popolazione cittadina, ma anche se il tasso di crescita migratorio è positivo, non è però sufficiente a colmare il gap tra nascite e decessi.
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