Il Tirreno

Livorno

Per l’addio a Denise palloncini, striscione e una folla di amici

Matteo Scardigli
Per l’addio a Denise palloncini, striscione e una folla di amici

Livorno, in silenzio attorno alla bara bianca nella chiesa di Corea. Applausi e lacrime prima del corteo fino al cimitero dei Lupi 

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LIVORNO. «Alla fine andrà tutto bene, se non andrà bene, non è la fine». Uno degli ultimi post su Instagram di Denise Fugi, la cameriera venticinquenne livornese morta in un incidente stradale all’altezza dei Tre Ponti nella notte di domenica 16, diventa lo striscione sotto al quale si raccoglie una folla immensa nella chiesa di Nostra Signora di Fatima (in Corea) per i funerali celebrati da don Rosario Tambaro.

La famiglia, i tantissimi amici, i conoscenti, il piccolo grande mondo di “Deni” è lì ad attenderla dalle prime ore del pomeriggio, e si riversa nel giardino fino a sfociare in strada, riempiendo largo Alfredo Nesi in un mare di occhiali scuri. È il pugno chiuso di un quartiere, stretto nel silenzio del dolore attorno alla bara bianca, stretto nella rabbia per aver perduto troppo presto il proprio angelo. Durante l’omelia le lacrime, gli abbracci, i volti piegati e tesi.

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Per l’afa opprimente, per non soccombere all’emozione, qualcuno è costretto a lasciare la navata. Due intensi applausi accompagnano l’addio delle amiche che hanno trovato la forza di pronunciarsi dal pulpito: di Denise ricordano il sorriso solare, quel qualcosa nel modo di camminare che metteva allegria, la sua straordinaria forza in grado di coinvolgere subito chi la incontrava. Loro, le amiche, che hanno aiutato la famiglia di Denise con una raccolta fondi per pagare il funerale.

La cerimonia dura poco meno di un’ora, poi il feretro viene accompagnato lungo la navata principale dal personale della Misericordia. Sulla scalinata l’ultimo saluto lasciato al vento in forma di tanti palloncini bianchi e colorati; e quelle lettere argentate, che fino a poco prima erano allineati a comporre il nome “Denise” disposte lungo il transetto accanto alla bara, volano via.

Un terzo applauso, liberatorio, sale anch’esso nel cielo tra i rintocchi delle campane. Altre lacrime, altri abbracci: adesso il cuore si fa più leggero nel condividere questo e quel ricordo dell’amica scomparsa, e nascono amari sorrisi. Molti restano in strada, non trovando un motivo per andare via. Poi il corteo si dirige al cimitero dei Lupi, dove quanti hanno amato “Deni” potranno andare a trovarla.
 

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