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Dopo l’archiviazione la commissione Aamps va alla Corte dei conti
LIVORNOLa relazione finale della commissione di indagine su Aamps che era stata istituita in Comune nei mesi passati per mettere sotto i riflettori conti e carte dell’azienda municipale dal 2012 al...
LIVORNO
La relazione finale della commissione di indagine su Aamps che era stata istituita in Comune nei mesi passati per mettere sotto i riflettori conti e carte dell’azienda municipale dal 2012 al 2015, mercoledì è arrivata in consiglio comunale. Ci è arrivata in un clima un po’ surreale, visto che la Procura, a inizio settembre, ha già archiviato l’inchiesta che aveva toccato amministratori dell’attuale e della passata amministrazione, insieme a manager e dirigenti pubblici, tutti prosciolti. «Ma abbiamo sempre cercato di tenere separati i due percorsi, che non sono sovrapponibili», dice in apertura il presidente Andrea Raspanti cercando di fare un distinguo tra il lavoro della politica e quello della magistratura. «Per le istituzioni – aggiunge poi – l’esito delle indagini è in generale una buona notizia. Dicono che per quanto possano essere stati fatti errori e scelte condivisibili o meno, ci si è mossi nell’alveo dell’ordinamento».
Nella lunga relazione conclusiva sul lavoro della commissione (che in bozza era già stata inviata alla procura nel giugno del 2016) e tra un intervento e l’altro, tornano a scorrere le difficoltà finanziarie che l’azienda ha accumulato negli anni, i rilievi dei revisori, le nomine dei manager, i guai con i bilanci. Tutti elementi per i quali la procura ha però già detto, con l’archiviazione, di non avere rilevato responsabilità di carattere penale.
Altro è il giudizio politico «critico che rimane», per dirla alla Marco Cannito (Cd). Che va a braccetto con la decisione dei capigruppo di inviare la relazione finale della commissione alla Corte dei conti. «Non avevamo dubbi sull’archiviazione per il nostro sindaco – dice Valter Sarais dai banchi M5S – ma qualcuno i danni prima li ha fatti e vorremmo che venissero fuori nomi e cognomi». «Tutti gli amministratori e le persone chiamate in causa sono fuori da qualsiasi dubbio penale – lo corregge Pietro Caruso (Pd) – anche noi speriamo che se ne occupi la Corte dei conti. Se qualcuno ha sbagliato paghi ma processi sommari non se ne fanno». —
J.G.
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