Gioco
Dopo 138 anni davanti ai 4 Mori chiude Fonain
La rabbia del titolare Giovanni Tobia: «Crollo dei clienti da quando hanno costruito la rotatoria, ma al Comune non interessa»
LIVORNO
«Da comandante sono diventato marinaio, anzi montanaro: lascio Livorno, la mia città, disgustato per come la stanno distruggendo e scappo a San Marcello. Qui non mi ritrovo più». Oltre cento anni di storia spazzati via da una rotatoria. È il triste finale che racconta Giovanni Tobia, 84 anni e lo spirito di un ventenne, costretto a chiudere Fonain - il suo negozio che a Livorno è un'istituzione nel campo delle forniture navali - per evitare il fallimento.
L'attività, da sempre di rimpetto ai Quattro Mori, con la realizzazione della nuova rotatoria ha cominciato a perdere colpi e soprattutto clienti: secondo Tobia infatti, l'infrastruttura cruccio di molti automobilisti, è stata costruita fuori asse. E' troppo spostata verso il suo negozio, andando a mangiare spazio di fermata vitale per la sua clientela. «Quella rotatoria è sbagliata - attacca -, è spostata a sinistra di tre metri rispetto all'asse, e così mi è venuta a mancare la sosta per il carico delle merci».
Fonain è nato nel 1880 e da quella data è sempre stato lì. Specializzato in forniture navali industriali, sui suoi scaffali si trova di tutto, dall'ancora alla bandiera, e tutto ciò che riguarda la navigazione sia per il diporto che per le navi, ma ora, al massimo entro il prossimo 31 dicembre chiuderà i battenti, come conferma il titolare, che sarà costretto a lasciare a casa il figlio. «I clienti che vengono da me comprano in genere materiale pesante, dalle catene alle ancore, e hanno bisogno di fermarsi con l'auto, giusto il tempo per fare l'acquisto, non possono farsi di certo a piedi duecento metri».
Il declino è cominciato a inizio estate scorsa, quando i clienti di Fonain hanno cominciato a vedersi recapitare le multe a casa per le soste effettuate davanti al negozio, dice Tobia: «Siamo costretti a chiudere perché non c'è verso di trovare una soluzione».
Il commerciante livornese lancia una stoccata all'amministrazione comunale: «Da settembre dello scorso anno proviamo a contattare il Comune, ma è come un muro di gomma. Fanno solo strisce blu».
Ultimamente una risposta, via mail, dal Comune è arrivata per la disponibilità a un incontro con un dirigente. «Mi hanno risposto che saranno finalmente disponibili solo dopo il rientro dalle ferie: intanto il tempo passa, ma un conto è fare il politico, un conto l'imprenditore che deve preoccuparsi di guardare il cronometro, non certo il calendario».
Quello che chiedono da Fonain non sembra la luna, ma che si possa in qualche modo consentire la fermata sul piazzale antistante al negozio ai clienti solo per il tempo necessario al carico e scarico. «L'azienda è sempre andata bene, siamo conosciuti in tutta Italia - aggiunge Tobia - ho clienti che venivano a prendere il materiale dalla Sicilia al Veneto, poi da inizio estate scorsa quando hanno finito i lavori della rotatoria abbiamo avuto un crollo totale».
Chiuso Fonain, il nome Tobia non scompare del tutto: rimarrà in piedi la sua scuola di vela, attigua al negozio di cui si occuperà il figlio. «Mi sento un po' il papà dei velisti, dato che nel 1969 a Livorno ho fondato una delle prime scuole. E' una mia creatura, e fintanto che campo quella rimane viva», saluta Giovanni, un po' come fanno i marinai. —
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